Post-Brexit: necessari nuovi documenti doganali tra Irlanda del Nord e Londra

Pubblicato il 4 luglio 2020 alle 6:17 in Europa UK

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In seguito alla Brexit, le aziende che esportano merci in Irlanda del Nord dal resto del Regno Unito dovranno presentare nuove pratiche doganali. Ciò costituirà un ulteriore problema per le imprese, una volta che la Gran Bretagna completerà la propria separazione dall’Unione Europea a fine 2020.

Secondo un piano governativo citato da Bloomberg News, le aziende dovranno consegnare alla dogana dichiarazioni di importazione, nonché di sicurezza e cauzione in anticipo, altrimenti queste ultime non saranno autorizzate a spostare le merci attraverso il Mare d’Irlanda.

Il sistema sarà sorvegliato da una nuova piattaforma tecnologica, non ancora testata, chiamata Goods Vehicle Movement Service, che monitorerà anche i movimenti di merci attraverso la Manica. Se un trasportatore non avrà l’approvazione del GVMS, i propri camion non saranno autorizzati a salire su un traghetto diretto in Irlanda del Nord, secondo quanto previsto dal piano.

Tali controlli sono una conseguenza del Brexit Withdrawal Agreement, entrato in vigore lo scorso primo febbraio. In base all’accordo, l’Irlanda del Nord continuerà a far parte del mercato unico e dell’unione doganale dell’UE. Tuttavia, per evitare di stabilire checkpoint doganali al confine con la Repubblica d’Irlanda, il governo di Londra è tenuto a controllare le merci che si spostano dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord.

Sotto la pressione degli unionisti, il primo ministro inglese, Boris Johnson, ha cercato di minimizzare l’importanza di questi controlli. “Ci stiamo impegnando con le imprese e l’esecutivo dell’Irlanda del Nord per garantire che siano preparati alla fine del periodo di transizione”, ha reso noto il governo britannico. “Il nostro approccio, accolto con favore dalle imprese, assicura che l’Irlanda del Nord beneficerà di un accesso illimitato a tutto il mercato inglese e che non ci saranno tariffe per il commercio interno al Regno Unito in nessuna circostanza”, ha specificato la dichiarazione dell’esecutivo.

Ulteriore pressione sull’Irlanda del Nord è causata dal fatto che il nuovo processo per i controlli doganali dovrà essere pronto entro il primo gennaio 2021, data di fine del periodo di transizione della Brexit. A tal proposito, il Regno Unito ha concesso un periodo di tolleranza di sei mesi per conformarsi ai nuovi requisiti doganali ai commercianti che importano dall’UE . Tuttavia, tale agevolazione non si applicherà in Irlanda del Nord, dove al governo restano meno di sei mesi per testare il sistema informatico GVMS e renderlo operativo.

“La nostra preoccupazione è che l’industria abbia il tempo, la capacità e la formazione per familiarizzarsi con le nuove misure”, ha affermato il responsabile politico per l’Irlanda del Nord presso l’Associazione per il trasporto merci, Seamus Leheny. “Alcune persone saranno più pronte di altre, e non vogliamo che nessuno rimanga indietro”, ha sottolineato Leheny.

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico.

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Mariela Langone

di Redazione

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