Hong Kong: ultimi aggiornamenti

Pubblicato il 4 luglio 2020 alle 9:11 in Hong Kong USA e Canada

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Il governo di Hong Kong ha aspramente criticato il Canada il 4 luglio per aver deciso di sospendere il trattato sull’estradizione con l’isola e l’esportazione di prodotti militari sensibili, in seguito all’approvazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino. Intanto, il giorno precedente, sull’isola, è stato effettuato il primo arresto per incitamento alla secessione e al terrorismo sotto il nuovo assetto legale.

 Il 3 luglio, un portavoce dell’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese (RPC) in Canada ha espresso ferma opposizione alla mossa canadese, considerata un tentativo d’interferenza negli affari interni cinesi, mascherato dal pretesto dei diritti umani. Il portavoce ha anche precisato che simili azioni da parte del Canada o di altri Paesi occidentali non avranno alcun effetto sull’applicazione della legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong. Il commento dell’ambasciata cinese è arrivato dopo che, il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha annunciato la sospensione del trattato sull’estradizione tra Canada e Hong Kong e dell’esportazione di prodotti militari sensibili. Il giorno seguente, il segretario alla Sicurezza del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong, John Lee, ha affermato che il Canada sta facendo sì che la politica prevalga sullo stato di diritto, mentre la sua collega alla Giustizia, Teresa Cheng, ha aggiunto che Ottawa potrebbe violare la legge internazionale.

Lo stesso 3 luglio, la polizia locale ha arrestato il 23enne Tong Ying-kit per aver colpito e ferito alcuni militari scagliandosi su di loro a bordo di una moto, esibendo un cartello con su scritto “Liberate Hong Kong, la rivoluzione della nostra epoca”. Il manifestante è stato la prima persona ad essere arrestata con l’accusa di incitazione al separatismo e al terrorismo per il cartello esibito, come previsto dalla nuova legge sulla sicurezza nazionale. Altri 10 manifestanti sarebbero stati poi arrestati e incriminati con le stesse motivazioni. In seguito a tali arresti, il portavoce dell’Ufficio per i Diritti umani dell’Onu, Rupert Colville, ha espresso preoccupazione per quella che è stata ritenuta una legge che definisce alcuni crimini in modo vago e ampio, lasciando spazio ad una sua applicazione arbitraria e discriminatoria, in grado di ledere i diritti umani.

Lo scorso 30 giugno, il Comitato permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP), l’organo che detiene il potere legislativo della Repubblica Popolare Cinese (RPC), ha approvato la “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale”, entrata in vigore dalla mezzanotte del successivo primo luglio. Con tale legge sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e atti di terrorismo, ed è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale che prevede l’impiego di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

L’approvazione della legge ha provocato proteste da parte della popolazione di Hong Kong e critiche da più Paesi occidentali. Il 2 luglio, l’Australia ha subito dichiarato che  prenderà in considerazione misure di sostegno per i residenti di Hong Kong, mentre gli USA hanno già concordato di imporre nuove sanzioni ai danni di quei funzionari ritenuti responsabili della limitazione dell’autonomia e delle libertà di Hong Kong. Nella stessa giornata, anche il Regno Unito ha dichiarato di voler modificare la propria legislazione in materia di immigrazione, al fine di estendere la cittadinanza inglese ai residenti di Hong Kong. Il giorno successivo, infine, anche  la Germania ha affermato che, durante la sua presidenza dell’UE, iniziata il primo luglio, intende affrontare con la Cina temi come i diritti umani, dopo l’attuazione della legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong.

Dalla cessione dell’ex-colonia inglese alla RPC, il primo luglio 1997, le sue relazioni con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese-due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza ad Hong Kong, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi, lanciato negli anni Ottanta da Deng Xiaoping. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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