Accordo per 33 aerei da combattimento tra India e Russia

Pubblicato il 4 luglio 2020 alle 6:30 in India Russia

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Il Ministero della Difesa indiano ha finalizzato l’acquisto di 33 aerei da combattimento russi e l’aggiornamento di altri 59 mezzi, per un valore di 2.4 miliardi di dollari. L’acquisto arriva in un momento di crescenti tensioni con la Cina. 

L’acquisto di 21 MiG-29 e 12 Su-30 MKI, nonché l’upgrade di 59 MiG-29 già esistenti ha la finalità di “potenziare” gli squadroni da combattimento dell’Aeronautica indiana. Il Ministero ha anche affermato di aver approvato lo sviluppo locale di sistemi missilistici l’esercito, di munizioni e veicoli da combattimento di fanteria potenziati. Il rafforzamento delle capacità di Difesa dell’India è dovuto alla “necessità di rafforzare le forze armate per proteggere i confini”, secondo il Ministero della Difesa. L’annuncio è arrivato a seguito di una telefonata di Modi con il presidente russo, Vladimir Putin, in cui il premier indiano cui si è “congratulato calorosamente” per il voto sulle riforme costituzionali che gli avrebbero consentito di estendere il suo governo fino al 2026. 

In un momento di tensione con la Cina, il primo ministro, Narendra Modi, ha esortato l’India a rendersi autosufficiente sul piano militare. Pechino ha dispiegato un gran numero di soldati lungo il confine conteso con l’India in Himalaya, in violazione degli accordi bilaterali, secondo il Ministero degli Esteri indiano. Le autorità indiane hanno quindi accusato la Cina di aumentare le tensioni nella regione, in cui ha avuto luogo uno scontro mortale il 15 giugno. “Il cuore della questione è che dall’inizio di maggio, la parte cinese ha accumulato un grande contingente di truppe e armamenti lungo il confine”, aveva dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Anurag Srivastava, in un briefing, tenutosi il 25 giugno. 

A partire da tale data, l’India ha quindi previsto lo stanziamento dei propri soldati, a causa delle decisioni cinesi. “La pace e la tranquillità nelle aree di confine sono alla base delle nostre relazioni bilaterali”, ha aggiunto Srivastava, chiedendo alla Cina di continuare a impegnarsi nel raffreddare le tensioni. “Un proseguimento della situazione attuale non farebbe altro che peggiorare l’atmosfera”, ha dichiarato il rappresentante indiano. Da parte sua, il 24 giugno, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha affermato che la responsabilità degli scontri sino-indiani, avvenuti lungo la Linea di Controllo Effettivo (LAC) lo scorso 15 giugno, che hanno causato la morte di 20 soldati di Nuova Delhi, è da attribuire in toto alla parte indiana. La dichiarazione è arrivata due giorni dopo gli accordi presi dai rispettivi capi militari per avviare il disimpegno delle forze armate lungo il confine.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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