Tribunale britannico assegna a Guaidó l’oro venezuelano depositato alla Banca d’Inghilterra

Pubblicato il 3 luglio 2020 alle 9:35 in UK Venezuela

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L’Alta Corte di giustizia della Gran Bretagna ha emesso una sentenza favore dell’opposizione democratica del Venezuela. Il giudice Nigel Teare ha decretato giovedì 2 luglio che le 30 tonnellate di oro oggetto di disputa tra il governo di Nicolás Maduro e il leader dell’opposizione Juan Guaidó, che corrispondono a oltre 1 miliardo di dollari delle riserve internazionali del Venezuela depositate presso la Banca d’Inghilterra, sono sotto l’autorità del presidente ad interim, Juan Guaidó.

“Il governo britannico riconosce il sig. Guaidó nella veste di presidente costituzionale provvisorio del Venezuela e in virtù della dottrina a una voce la corte deve accettare tale affermazione come inequivocabile” – ha affermato nella sua sentenza il giudice Teare.

In questo modo, il governo di Caracas subisce un duro colpo. Maduro aveva rivendicato l’oro in una causa intentata settimane fa. I lingotti d’oro depositati a Londra sono parte del contenzioso sul recupero patrimoniale avviato dal parlamento dominato dall’opposizione contro il governo di Nicolás Maduro , che non è riconosciuto dalla maggioranza dei paesi Europei e americani. Oggetto del contendere sono circa 20 miliardi di dollari, depositati in diversi Paesi, compresi Spagna, Portogallo, Andorra e Svizzera.

La sentenza dell’Alta corte britannica riconosce quindi il consiglio nominato da Guaidó, guidato da Ricardo Villasmil, come unico ente con diritti sull’oro, a scapito di Calixto Ortega, l’uomo di Maduro presso la Banca centrale del Venezuela (BCV), che ha già annunciato che ricorrerà appello. Il chavismo ha affermato nella sua causa di voler investire questo denaro nella lotta contro la pandemia. 

“La BCV ritiene profondamente insoddisfacente il fatto che il tribunale inglese abbia raggiunto queste conclusioni” – ha dichiarato in una nota l’avvocato che rappresenta la banca centrale venezuelana controllata da Maduro, Sarosh Zaiwalla. “È molto raro che un caso di tale importanza giuridica internazionale sia deciso solo con riferimento a questioni legali senza tener conto dei fatti sul campo, ed è ancora più raro che un tribunale commerciale inglese venga informato che può emettere sentenze solo nel modo in cui il governo dice che dovrebbe”.

La sentenza britannica potrebbe influenzare un’altra causa, quella intentata da Caracas lo scorso anno per recuperare 120 milioni depositati alla Deutsche Bank.

Il sostegno del”premier britannico, Boris Johnson, alla causa democratica venezuelana è manifesto e pubblico, ha persino ricevuto Guaidó con gli onori deputati a un capo di stato durante il tour europeo del leader dell’opposizione venezuelana lo scorso gennaio.

Javier Troconis, commissario della Presidenza (Guaidó) per la gestione e il recupero delle risorse ha dichiarato alla stampa “abbiamo vinto una battaglia”. Il team di Guaidó, guidato da Troconis, era finora riuscito a far bloccare oltre 20 milioni di dollari che il governo chavista intendeva recuperare, non solo nel Regno Unito, ma anche in Portogallo, Bolivia, Uruguay, Andorra, Svizzera, Spagna, Stati Uniti e altri paesi.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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