Libia: aperto a Tripoli nuovo ufficio dell’INTERPOL

Pubblicato il 3 luglio 2020 alle 18:14 in Africa Libia

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Il ministro dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fathi Bashagha, ha annunciato sul suo account Twitter, giovedì 2 luglio, l’apertura, nella capitale, del nuovo ufficio dell’INTERPOL. La notizia, sorprendentemente, non è stata pubblicata sulla pagina ufficiale del Ministero ma è stata comunicata in via informale sui social media.

Bashagha ha affermato che il lancio del nuovo ufficio rappresenta un importante passo in avanti nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla tratta di esseri umani. “La struttura”, ha specificato, “è stata potenziata grazie a capacità nuove e moderne”, ma non ha fornito ulteriori dettagli sull’operazione. “La cooperazione con il quartier generale dell’INTERPOL rafforza le relazioni con i partner internazionali”, ha concluso.

Nell’agosto 2018, il Ministero dell’Interno di Tripoli aveva rivelato che l’INTERPOL aveva ripreso le sue “normali attività” in Libia dopo aver revocato l’embargo grazie al pagamento, da parte del GNA, di tutti i contributi dovuti all’Organizzazione internazionale della polizia criminale. Il governo di Tripoli aveva poi specificato che un’unità antiterrorismo dell’Organizzazione si era recata in Libia e aveva visitato diverse sedi del Ministero della Giustizia e del Ministero dell’Interno, al fine di “iniziare un processo di collegamento tra le ultime normative antiterrorismo nell’ambito del cosiddetto “Project First” dell’INTERPOL“. L’iniziativa, dove l’acronimo “First” sta per “Facial, Imaging, Recognition, Searching and Tracking”, si propone di condividere dati biometrici su potenziali foreign fighters e altri sospetti terroristi aiutando le autorità nazionali a identificarli.

Il Ministero dell’Interno ha inoltre riferito, giovedì 2 luglio, che “è stato istituito un meccanismo di coordinamento con l’INTERPOL per garantire che la Libia fosse tra i beneficiari del” “progetto I-one” a sostegno dello Stato nordafricano”. I-ONE, similmente a “Project First” dà accesso a una vasta rete di database criminali.

Infine, è stata discussa l’adesione della Libia al “Progetto Flyway”, per combattere la tratta di esseri umani, ed è stato valutato il collegamento al Sistema di gestione illecita di armi e tracciabilità dei dati (IARMS) dell’INTERPOL, incaricato di rintracciare le armi perse e rubate. Il Ministero dell’Interno ha anche riferito di aver preso provvedimenti per unirsi all’operazione “TRIGGER”, volta a contrastare il terrorismo e a ridurre il traffico e la proliferazione di armi.

Con sede nella capitale libica, l’Ufficio centrale nazionale (NCB) dell’Organizzazione internazionale della polizia criminale, con uffici satellite sparsi in tutto il Paese, fa parte del Ministero dell’Interno. INTERPOL Tripoli supporta le forze dell’ordine nazionali e quelle di altri Paesi membri che cercano assistenza nelle indagini penali che vanno oltre i confini nazionali, riceve ed elabora richieste di indagini criminali dall’estero ed è in grado di intraprendere azioni operative urgenti, qualora sia necessario.

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Chiara Gentili

di Redazione

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