Il Gambia estende lo stato di emergenza

Pubblicato il 3 luglio 2020 alle 15:58 in Africa Gambia

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Il Gambia estenderà lo stato di emergenza a livello nazionale per un’altra settimana, una decisione che rientra nella strategia di lotta contro la pandemia di coronavirus. Il presidente, Adama Barrow, ha annunciato che la misura è stata presa in seguito a una serie di consultazioni con vari ministri per cercare di impedire che l’epidemia si diffonda ulteriormente nel Paese.

Sottolineando la necessità che le persone restino a casa, Barrow ha invitato coloro che devono uscire per necessità a conformarsi a tutte le misure anti-COVID-19. Finora, secondo i dati della John Hopkins University, il Gambia ha confermato un totale di 55 casi e 2 decessi per coronavirus. Si tratta di numeri piuttosto bassi se paragonati, ad esempio, a quelli dei Paesi della regione nordafricana. Tuttavia, il pericolo di unesplosione incontrollata dei casi e di uno scoppio improvviso di focolai tiene le autorità africane allerta.

A inizio maggio, il Gambia ha ricevuto, da parte del Madagascar, una partita di Covid Organics, la bevanda a base di erbe utilizzata dal governo di Antananarivo come cura contro il coronavirus. Sviluppato dal Malagasy Institute of Applied Research (IMRA), il presunto farmaco, a base di Artemisia, una pianta coltivata sull’isola per combattere la malaria, è stato presentato alla stampa dal presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, il 21 aprile.In poco tempo, diversi Paesi africani hanno ricevuto campioni della bevanda e alcuni di loro hanno richiesto nuove consegne. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), tuttavia, ha messo in guardia gli Stati africani dall’utilizzare rimedi che non sono ancora stati sottoposti ai dovuti test clinici di sicurezza ed efficacia. Lo stesso direttore dell’IMRA, Charles Andrianjara, ha espresso dubbi sulle proprietà curative della bevanda, affermando che dovrebbe essere utilizzata solo per la prevenzione.

Ciò che spaventa di più in Africa è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

 

 

di Redazione

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