Francia: si dimette Edouard Philippe, nominato un nuovo primo ministro

Pubblicato il 3 luglio 2020 alle 11:13 in Europa Francia

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Il primo ministro della Francia, Edouard Philippe, ha rassegnato le proprie dimissioni, il 3 luglio, insieme alla squadra di governo. Nella stessa giornata, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha nominato Jean Castex come successore.

Nello specifico, Castex, 55 anni, è un alto funzionario e sindaco locale che ha orchestrato la strategia di uscita dal coronavirus della Francia. Il neo primo ministro proviene dal centro-destra dello spettro politico francese, e ha servito per due anni come secondo ufficiale di grado più alto nel palazzo dell’Eliseo durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.

In tale quadro, un funzionario dell’Eliseo ha descritto Castex come un alto funzionario la cui esperienza nella politica locale aiuterà Macron a connettersi con la Francia provinciale, in quanto appartenente all’ala più interventista e socialmente orientata del centro-destra francese.

La presidenza di Parigi non ha fornito alcun motivo su tale decisione, ma un rimpasto dell’esecutivo era stato ampiamente previsto dagli analisti in seguito alla promessa di Macron di tracciare un nuovo corso per gli ultimi due anni del proprio mandato. L’attuale governo continuerà a gestire “questioni di ordinaria amministrazione” fino a quando non ne sarà nominato uno nuovo, ha specificato l’Eliseo.

Diversi interrogativi sul futuro di Philippe sono emersi già a metà giugno, quando Macron ha dichiarato di voler “reinventare” la propria presidenza, a favore di una traiettoria più “verde”. Tale mossa arriva dopo la sconfitta del presidente di Parigi e del suo partito nel secondo round delle elezioni municipali a livello nazionale, il 28 giugno.

In particolare, tali votazioni hanno rivelato un crescente sostegno per il partito Verde e hanno sottolineato i problemi di Macron con gli elettori di sinistra. L’unico successo per il governo è stata la vittoria di Philippe nella città portuale settentrionale di Le Havre.

In tale contesto, secondo i suoi collaboratori più stretti, Macron vuole riposizionarsi sullo spettro politico in vista delle prossime elezioni presidenziali, fissate tra l’8 e il 23 aprile 2022.

Parallelamente, alcuni analisti sostengono che sostituire Philippe sia una scommessa politica per il presidente francese, in quanto il primo ministro risulta essere più popolare con il pubblico e potrebbe emergere come un rivale presidenziale nel 2022.

Allo stesso tempo, secondo gli esperti, anche tenere Philippe in carica poteva rivelarsi problematico, in quanto ciò avrebbe potuto suggerire che Macron fosse troppo debole per lasciare andare il proprio primo ministro, e che al suo giovane partito mancasse l’autorità per consentire un rimpasto totale di governo. In aggiunta, inizialmente Macron aveva rilevato Philippe dall’opposizione di centro-destra, e tenerlo con sé avrebbe complicato la riconquista degli elettori di sinistra.

La Francia ha un sistema di governo definito semi-presidenziale, in cui il presidente, eletto direttamente dal popolo, è il capo dell’esecutivo e solitamente è il principale motore politico. Il primo ministro e l’esecutivo sono invece responsabili davanti al Parlamento, sono nominati dal presidente e gestiscono le questioni quotidiane del governo.

In un’intervista con la stampa regionale francese, il 2 luglio, Macron ha elogiato Philippe per averlo aiutato a realizzare “importanti riforme storiche in circostanze spesso molto difficili” e ha dichiarato di avere uno speciale “rapporto di fiducia”.

“Avrò delle scelte da fare per guidare la nuova strada”, ha affermato Macron in merito rimpasto di governo. Dopo aver confermato che “ci sarà una nuova squadra”, il presidente francese non ha specificato se quest’ultima includerà ugualmente Philippe, che potrebbe essere riconfermato nello stesso ruolo.

Philippe, un politico di destra, è stato particolarmente lodato dai cittadini francesi durante la pandemia, scalando i sondaggi d’opinione nelle ultime settimane. Nello specifico, secondo un’indagine riportata dal New York Times, quasi il 60% degli intervistati desidera che Philippe resti come primo ministro, anche se, allo stesso tempo, la maggior parte ha dichiarato di volere un cambiamento nella politica di Macron.

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Mariela Langone

di Redazione

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