Russia: Sì alla riforma della Costituzione

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 9:58 in Russia

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I russi hanno detto Sì a Vladimir Putin. In quello che era interpretato come un referendum sulla popolarità del presidente, in piena epidemia di Covid-19 e con un’economia in affanno, il 64,99% dei russi si è recato alle urne e di questi il 77,92% ha votato a favore della riforma costituzionale. Contrario il 21,27%. Lo 0,81% delle schede è stato ritenuto non valido.

Il referendum si è svolto dal 25 giugno al 1 luglio. Inizialmente, il voto era previsto per il 22 aprile, ma è stato posticipato a causa della pandemia di coronavirus. Il voto elettronico è stato organizzato a Mosca e nella regione di Nižnij Novgorod e l’affluenza ha superato il 90% dei cittadini iscritti alla procedura. Per quanto riguarda il voto su più giorni, in cinque giorni – dal 25 al 29 giugno – il 45,7 per cento degli elettori aveva sfruttato tale possibilità, pensata per evitare assembramenti il 1° luglio.

L’appello di Putin ai russi a recarsi alle urne ha avuto effetto. L’affluenza è nella media delle elezioni russe. Alle ultime presidenziali aveva votato il 67,54% degli aventi diritto, alle legislative del 2016 si era recato alle urne il 60,1%. L’affluenza è rimasta sotto il 50% a Khabarovsk in estremo oriente, a Irkutsk in Siberia, nelle regioni di Novgorod e Kostroma, nella Russia europea e nella Repubblica di Carelia. A Mosca città si è recato a votare il 53,3% degli aventi diritto, di cui il 65,2% ha votato a favore; nella regione di Mosca l’affluenza sale fino al 72%, con il 78% di sì. A San Pietroburgo, città natale di Vladimir Putin, l’affluenza supera la media nazionale, attestandosi al 70,7%, con i Sì che superano il 77,4%. Nella regione, che mantiene ancora il nome sovietico di Leningrado, l’affluenza rimane di poco inferiore al 75% e i Sì superano il 79%.

In 84 delle 85 entità federali che compongono la Russia ha vinto il Sì, che nelle repubbliche di Crimea, Cecenia e Tuva ha superato il 90%. Il No si è imposto solo nel Circondario autonomo dei Nenec, nella Russia nordoccidentale. 

Gli analisti spiegano il successo di Putin in parte con la debolezza dell’opposizione, quanto meno fuori da Mosca e da altri grandi centri urbani, in parte con il timore, molto forte nella popolazione che ancora ricorda gli anni difficili seguiti al crollo dell’URSS, di un potere considerato “debole” e quindi incapace di difendere gli interessi dei russi, e in parte con il fatto che gli emendamenti stessi sono ideologicamente affini alla maggioranza dei Russi. Le componenti sociali, patriottiche, religiose corrispondono al sentire della Russia provinciale, che è la base dell’elettorato di Putin. 

Solo un emendamento sulla possibilità per Vladimir Putin di essere nuovamente eletto e di rimanere al Cremlino fino al 2036 ha permesso all’opposizione di giocare sulle paure di una parte della gente che teme il ritorno a un potere inamovibile e immobile come ai tempi della stagnazione brezneviana. I limiti al potere presidenziale, il rafforzamento del potere legislativo su quello esecutivo, l’assistenza sanitaria e il salario minimo garantiti dalla Costituzione, la protezione delle materie prime, per evitare che pochi oligarchi le accumulino nelle proprie mani, e il maggior controllo delle risorse ambientali sono approvati dalla grande maggioranza della popolazione. I riferimenti più conservatori, come la fede in Dio e il matrimonio solo tra uomo e donna, sono respinti dalla popolazione più giovane delle città, ma sono sostenuti in massa nella Russia rurale e in particolare nelle repubbliche musulmane della Federazione. 

Il referendum sulla Costituzione è stato trasformato in referendum sulla popolarità di Putin, non solo dal presidente, ma anche dall’opposizione che contava non nella vittoria, ma in un risultato – in particolare dell’affluenza – che mostrasse la debolezza del leader del Cremlino. I risultati permettono ora a Putin di affrontare la sfida più difficile: far ripartire l’economia, la cui solidità è alla base del potere del presidente, colpita dall’emergenza sanitaria.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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