Pentagono: Al-Qaeda mantiene stretti legami con i talebani

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 11:08 in Afghanistan Asia

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La sezione afghana di al-Qaeda mantiene “stretti legami” con i talebani e rappresenta una minaccia per le truppe statunitensi nel Paese, secondo quanto ha affermato il Dipartimento della Difesa degli USA. 

“Al-Qaeda sostiene e coopera regolarmente con i talebani per minacciare la stabilità del governo afghano e ha un interesse a lungo termine per quanto riguarda gli attacchi contro le forze statunitensi e contro gli obiettivi occidentali nella regione”, si legge in un report del Pentagono, pubblicato il primo luglio. Inoltre, Al-Qaeda “assiste i talebani in alcuni attentati” e si concentra nell’assicurarsi che i propri rifugi rimangano sicuri e praticabili. I membri rimanenti dell’organizzazione in Afghanistan non rappresentano un rischio imminente per la sicurezza dell’area, poiché le loro principali attività sono finalizzate alla sopravvivenza. Tuttavia, la regione è minacciata dalla sezione indiana dell’organizzazione terroristica, nota come al-Qaeda nel Subcontinente Indiano (AQIS). 

Inoltre, il rapporto del Pentagono afferma che l’interesse di al-Qaeda ad attaccare le forze statunitensi e altri obiettivi occidentali in Afghanistan e nella regione persiste, ma la continua pressione della “Coalizione Contro il Terrorismo ha ridotto la capacità di AQIS di condurre operazioni in Afghanistan senza il sostegno del talebani”. A tale proposito, è importante sottolineare che, il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

Già il 29 maggio, un rapporto delle Nazioni Unite aveva reso noto che i talebani rispettavano una delle parti fondamentali dell’accordo tra Stati Uniti e talebani, che prevedeva proprio la fine dei legami con al-Qaeda. Secondo le UN, Al-Qaeda dispone di un numero di agenti attivi che va da 400 a 600 individui in 12 province afghane e sta organizzando campi di addestramento nell’Est del Paese. “I talebani si sono consultati regolarmente con al-Qaeda durante i negoziati con gli Stati Uniti e hanno offerto garanzie che avrebbe onorato i loro legami storici”, afferma il rapporto. Inoltre, secondo il documento, un nuovo gruppo, chiamato Hizb-e-Wilayat-e-Islami, è stato creato al di fuori dell’Afghanistan e comprende i membri dei talebani che si oppongono all’accordo di pace tra Stati Uniti e talebani. 

I talebani si sono affermati come gruppo dominante in Afghanistan a seguito del crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, sono poi giunte Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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