Nigeria: pirati attaccano una nave e sequestrano il personale

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 20:00 in Africa Nigeria

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Un gruppo di pirati ha attaccato, al largo della Nigeria, unimbarcazione per la produzione petrolifera della compagnia BW Offshore, giovedì 2 luglio, e ha sequestrato 9 delle persone a bordo. La nave, Sendje Berge, era in fase di manutenzione quando è stata attaccata dai pirati, ha chiarito allagenzia di stampa Reuters il direttore finanziario della società, Staale Andreassen, il quale ha altresì specificato che nessuna delle persone rimaste sulla nave risulta ferita. “Stiamo lavorando con le autorità di Abuja per riportare in salvo i 9 cittadini nigeriani sequestrati”, ha dichiarato Andreassen.

La Sandje Berge, un’unità galleggiante per la produzione, lo stoccaggio e lo scarico (FPSO) di petrolio, in grado di produrre circa 50.000 barili di greggio al giorno, lavorava nel giacimento petrolifero di Okwori, gestito da Addax Petroleum, una parte del gruppo cinese Sinopec.

La società di sicurezza marittima, Dryad Global, ha affermato che, secondo rapporti non identificati, l’attacco di giovedì al largo della Nigeria ha coinvolto tre imbarcazioni e diversi esplosivi, unipotesi che, se confermata, renderebbe lincidente insolito per un gruppo di pirati. Andreassen, da parte sua, ha dichiarato di non poter confermare se più di un’imbarcazione fosse rimasta coinvolta nellagguato ma ha negato lutilizzo di esplosivi da parte dei criminali.

Il 3 dicembre 2019, lequipaggio di una petroliera era stato attaccato, sempre al largo della Nigeria, da un gruppo di pirati e almeno 9 membri dellequipaggio erano stati presi in ostaggio. La nave, battente bandiera di Hong Kong ma di proprietà di una compagnia greca, era stata assalita a circa 77 miglia nautiche da Bonny Island, un’area centrale per lo sfruttamento di greggio nella regione. Nell’attacco né la nave né il carico erano stati danneggiati. Dei 19 membri del personale sequestrati, 18 erano di nazionalità indiana e 1 turco.

Le compagnie di navigazione hanno aumentato l’allerta negli ultimi mesi a causa dei pericoli che incontrano le navi che attraversano il Golfo di Guinea, soprattutto intorno alla Nigeria. Il 4 novembre, una petroliera greca era stata attaccata al largo delle coste del Togo da un gruppo di pirati, fuggiti prendendo in ostaggio 4 membri dell’equipaggio. Due giorni prima, il 2 novembre, un episodio simile aveva coinvolto una nave norvegese al largo delle coste del Benin. In tale occasione, 9 membri del personale erano stati rapiti. 

Benché la pirateria sia diminuita in tutto il mondo, il Golfo di Guinea, nell’Africa occidentale, rimane un’area ad alto rischio di sequestri e rapimenti a mano armata. Lo ha dichiarato con un comunicato, rilasciato ad ottobre, l’Ufficio Marittimo Internazionale (IMB), un’unità della Camera di commercio internazionale. Secondo quanto affermato dall’IMB, nel Golfo di Guinea si registrano circa i 4/5 dei sequestri d’equipaggio globali. I pirati spesso dirottano le navi per diversi giorni, abbastanza a lungo per saccheggiare il carico e richiedere enormi riscatti prima di liberare l’equipaggio. Nel 2019, circa 62 membri del personale di bordo sono stati catturati al largo delle coste di Nigeria, Guinea, Togo, Benin e Camerun.

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Chiara Gentili

di Redazione

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