Lettonia vieta sette canali della TV russa

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 6:33 in Repubbliche Baltiche Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Consiglio nazionale dei media elettronici lettone (NEPLP) ha dichiarato martedì 30 giugno di aver vietato sette canali del network Russia Today (RT), asserendo che sono di proprietà di Dmitrij Kiselev, che è soggetto a sanzioni da parte dell’Unione Europea, sebbene non abbia nulla a che fare con RT e sia a capo di un altro media, l’agenzia internazionale d’informazione Rossija Segodnja.

Il Consiglio nazionale dei media elettronici lettone ha vietato la diffusione sul territorio nazionale di RT, RT HD, RT Arabic, RT Spanish, RT Documentary HD, RT Documentary, RT TV.

Il NEPLP ha comunicato inoltre che intende sollecitare i regolatori dei media di altri paesi della UE a fare lo stesso, secondo quanto ha affermato il presidente del Consiglio, Ivars Abolins.

Kiselev è il direttore generale di Rossija Segodnja, mentre il caporedattore di RT è Margarita Simonyan, che non è soggetta a sanzioni UE. Queste società sono due diverse entità legali. Le informazioni sul loro status legale sono aperte al pubblico, riferiscono entrambe le società attraverso le agenzie di stampa.

Mosca lamenta che la Lettonia e alcuni dei paesi vicini hanno ripetutamente ostacolato il lavoro dei media russi. Il ministero degli Esteri russo ha osservato che tali sanzioni e divieti sembrano essere parte di una politica coordinata da parte di alcuni governi europei per impedire la diffusione dei media russi.

Il divieto nei confronti di RT in Lettonia è stato condannato dall’Unione dei giornalisti della Russia (SŽR) – l’organizzazione contatterà la Federazione internazionale dei giornalisti su questo, riferisce RIA Novosti.

Come ha osservato il capo del SŽR Vladimir Soloviev, tale decisione del NEPLP è deplorevole. “Questo è un altro caso di violazione della libertà di parola e della libertà di diffusione delle informazioni” – ha dichiarato Soloviev, che ha ricordato che misure discriminatorie contro i media russi nei paesi baltici sono state adottate a lungo e regolarmente, ed è necessario attirare l’attenzione delle strutture giornalistiche sui diritti umani a livello internazionale su questi casi.

Soloviev si riferisce ad alcuni casi quali le difficoltà per i giornalisti della redazione lettone del network Sputnik ad aprire un conto in banca a Riga o il divieto imposto dall’Estonia alla redazione dell’agenzia di stampa Sputnik di Tallinn, i cui dipendenti sono minacciati da procedimenti penali.

In Lettonia circa un terzo della popolazione è di lingua russa, ma il russo è considerata una lingua di minoranza e non gode di alcuno status di ufficialità né nell’informazione, né nell’istruzione, né nella pubblica amministrazione.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.