Le tensioni nel Mediterraneo orientale preoccupano Berlino

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 18:09 in Germania Grecia Turchia

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha espresso preoccupazione per gli sviluppi nel Mediterraneo orientale e, nello specifico, per le relazioni tra Grecia e Turchia, durante una seduta del Bundestag, il primo luglio.

Nonostante le rivendicazioni di Ankara nelle acque del Mediterraneo siano considerate ingiustificate, l’influenza turca, in particolare per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori verso l’Europa, sembra impedire una posizione più forte da parte di Berlino.

A tal proposito, Merkel ha sottolineato che l’Europa ha bisogno di una strategia coerente nei confronti della Turchia, che tenga conto delle strette relazioni e interdipendenze tra le due parti senza ignorare gli importanti punti di attrito. “Dobbiamo criticare molte questioni sui diritti umani, e ora abbiamo l’elemento aggravante che la Turchia sta conducendo trivellazioni al largo della Grecia e di Cipro, su cui ci sono molte controversie”, ha dichiarato la cancelliera tedesca.

Circa il tema dell’immigrazione, Merkel ha osservato che gli sforzi di salvataggio devono essere coordinati meglio. “Condividiamo la preoccupazione per ciò che sta accadendo al confine tra Turchia e Grecia o nel Mediterraneo”, ha evidenziato il capo di Stato di Berlino e, riferendosi ad Ankara, ha rimproverato la strategia di far ricadere le responsabilità politiche “sulle spalle dei rifugiati”.

In tale occasione, la cancelliera tedesca ha altresì fatto riferimento al recente incidente tra una fregata francese e la marina turca, avvenuto al largo della Libia lo scorso 17 giugno. Nel dettaglio, la fregata di Parigi Courbet è stata illuminata tre volte da un radar di Ankara, mentre cercava di avvicinarsi a una nave cargo turca sospettata di trasportare armi in Libia. Dopo essere stata puntata, la Courbet si è ritirata, temendo un imminente attacco missilistico. Da parte sua, la Turchia ha smentito le accuse.  “Dobbiamo fare tutto il possibile per prevenire tali incidenti tra gli Stati membri della NATO”, ha commentato Merkel, descrivendo l’episodio come “molto grave”.

Le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver danneggiato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inseriscono i sorvoli non autorizzati dei caccia turchi nello spazio aereo della Grecia e la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale. I rapporti si sono ulteriormente incrinati quando, lo scorso 30 maggio, Ankara, in virtù del Memorandum siglato con la Libia, aveva pubblicato in Gazzetta ufficiale i 24 blocchi per cui la compagnia petrolifera di Stato turca, la TPAO, aveva richiesto la licenza per avviare le esplorazioni energetiche. Insieme al disegno delle aree di competenza, in Gazzetta è stata inserita anche la richiesta da parte ella TPAO di condurre esplorazioni in tutti i blocchi occidentali della mappa, i quali si trovano nei pressi delle isole della Grecia. La pubblicazione dei blocchi in Gazzetta ufficiale confermava le intenzioni della Turchia di portare avanti l’implementazione dell’accordo siglato lo scorso 27 novembre con la Libia, nonostante le Nazioni Unite non abbiano ancora approvato i confini marittimi decisi dai due Paesi.         

In risposta, Atene aveva dichiarato di ritenere evidenti le intenzioni di Ankara di sfidare la propria sovranità territoriale della Grecia nelle acque delle proprie isole, mentre la Turchia aveva ribadito che le aree per cui la compagnia petrolifera di Stato di Ankara ha richiesto la licenza di esplorazione fanno parte della piattaforma continentale turca definita dalle Nazioni Unite.     

Per rispondere al clima di tensione con la Turchia, Atene sta rafforzando i rapporti e le collaborazioni in materia di Difesa, anche attraverso acquisti di armamenti, sia con alleati storici, come la Francia e gli Stati Uniti, sia con i principali rivali di Ankara, come Israele, Egitto e Arabia Saudita. In tale contesto si colloca il recente accordo siglato lo scorso 7 maggio con Israele, il quale ha approvato un prestito di due droni ad Atene, che li utilizzerà per sorvegliare i propri confini.    

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Mariela Langone

di Redazione

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