La Commissione dell’UE presenta i negoziati per l’adesione di Tirana e Skopje

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 12:16 in Albania Europa Macedonia

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La Commissione Europea ha presentato al Consiglio, il primo luglio, un piano di quadri negoziali per l’Albania e la Macedonia del Nord, i quali definiscono gli orientamenti e i principi per l’accordo di adesione all’UE. La Commissione è stata invitata a presentare tali proposte dopo che, lo scorso 24 marzo, i ministri degli Esteri degli Stati membri dell’UE hanno deciso all’unanimità di avviare i negoziati di adesione con entrambi i Paesi.

I quadri negoziali stabiliscono gli orientamenti e i principi per le trattative di adesione con ciascuno Stato candidato. Il piano è suddiviso in tre parti. In primo luogo, vi sono i principi che disciplinano i negoziati di adesione. In secondo luogo, viene descritta la sostanza delle trattative e, in terzo, la sua procedura. L’obiettivo di tale accordo è che sia l’Albania sia la Macedonia del Nord adottino integralmente il diritto dell’UE e ne garantiscano la piena attuazione e applicazione al momento dell’ingresso.

“Quello di oggi segna un altro passo importante sulle strade dell’Albania e della Macedonia del Nord verso l’Unione Europea. Mantenendo il nostro impegno, definiamo i quadri concreti per lo svolgimento dei negoziati di adesione”, ha dichiarato il Commissario per la politica di vicinato e allargamento dell’UE, Olivér Várhelyi. 

Una volta che gli Stati membri avranno adottato i quadri negoziali, la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione presenterà la posizione generale dell’UE concordata nella prima conferenza intergovernativa con ciascun Paese, segnando l’avvio formale dei negoziati di adesione.

“Attendo con ansia le discussioni con gli Stati membri e l’organizzazione al più presto delle prime conferenze intergovernative con i due Paesi. Il loro futuro è chiaramente nell’Unione Europea e sono fiducioso che continueranno a portare avanti le riforme sul loro cammino verso l’UE, come hanno fatto finora”, ha aggiunto Várhelyi.

Tale iniziativa rientra in una nuova strategia dell’Unione Europea volta ad estendere la propria partecipazione ai Balcani occidentali, dopo l’uscita del Regno Unito avvenuta lo scorso 31 gennaio.   

Nello specifico, i punti principali della proposta dell’UE sulla revisione del processo di allargamento sono quattro: credibilità, guida politica, dinamicità e prevedibilità. Per quanto riguarda il primo, Bruxelles propone di porre un accento maggiore sulle riforme fondamentali, ad esempio sullo stato di diritto. Passando al secondo punto, la proposta è di incrementare le occasioni di dialogo tra i vertici politici. Il terzo tema riguarda la dinamicità, per cui la Commissione propone di raggruppare i capitoli dei negoziati di adesione in 6 aree, negoziabili contemporaneamente, ovvero le basi fondamentali, il mercato interno, la competitività e la crescita inclusiva, l’agenda ambientale e la connettività sostenibile, le risorse, l’agricoltura e la coesione, e le relazioni esterne. Infine, affinché il processo sia più predittivo, la Commissione ha proposto di esprimere con maggiore chiarezza le conseguenze del raggiungimento e del mancato raggiungimento degli obiettivi delle riforme.

In tale quadro, l’UE ha riconosciuto i progressi di Albania e Macedonia del Nord in materia di lotta al crimine e alla corruzione, in contrasto con le critiche mosse lo scorso 18 ottobre dal presidente francese, Emmanuel Macron, il quale aveva sottolineato che l’Europa sta già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di altre due nazioni dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta, e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione. Per tale motivo, in occasione del voto del 18 ottobre 2019, l’ingresso di Skopje era stato approvato da tutti gli Stati membri dell’UE, ad eccezione di Parigi, mentre quello di Tirana era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi.  

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Mariela Langone

di Redazione

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