Hong Kong: prende forma la presenza istituzionale di Pechino

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 11:05 in Cina Hong Kong

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Ad Hong Kong sta prendendo forma la presenza del governo centrale di Pechino con la nomina del responsabile per l’ufficio del governo centrale sull’isola e una nuova identificazione per la polizia.

Il Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese (RPC), ha nominato Chen Guoji segretario generale per la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale della regione amministrativa speciale di Hong Kong, su indicazione della governatrice dell’isola, Carrie Lam, di cui è il braccio destro, il 2 luglio. A Chen è stata inoltre affidata la direzione dell’agenzia governativa nota come Ufficio del Governatore. Dal 2011, l’uomo era stato direttore dell’Ufficio immigrazione di Hong Kong ed è noto per avere forti legami con il governo centrale di Pechino.

La Commissione di cui Chen sarà segretario generale sarà presieduta da Carrie Lam e avrà al suo interno un membro nominato dallo stesso governo centrale della RPC che avrà funzioni di consulenza. Il compito della nuova istituzione sarà quello di formulare leggi sulla sicurezza nazionale, potenziare lo sviluppo del sistema giudiziario e dei meccanismi di attuazione della legge ad Hong Kong.

Dal punto di vista operativo, invece, il primo luglio, sulle divise dei poliziotti di Hong Kong sono comparse delle targhette rosa numerate che la polizia locale ha dichiarato essere un contrassegno di “chiamata all’azione” provvisorio per il personale del nuovo Servizio di Sicurezza Nazionale. Le forze dell’ordine di Hong Kong hanno aggiunto che la targhetta serve a rendere riconoscibili alla popolazione tutti quei poliziotti impiegati per assicurare l’applicazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale e per proteggere la privacy dei poliziotti stessi, non esibendo il loro nome ma un numero.

Lo scorso 30 giugno, il Comitato permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP), l’organo che detiene il potere legislativo della Repubblica Popolare Cinese (RPC), ha approvato la “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale”, entrata in vigore dalla mezzanotte del successivo primo luglio. Con tale legge sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e atti di terrorismo,  ed è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale che prevede l’impiego di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

Dalla cessione dell’ex-colonia inglese alla RPC, il primo luglio 1997, le relazioni con il governo centrale erano state regolate dal modello “Un Paese-due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza ad Hong Kong che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi, lanciato negli anni Ottanta da Deng Xiao Ping.

Molti osservatori internazionali e parte della stessa popolazione di Hong Kong sostengono che con la nuova legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong i diritti dell’isola, la sua autonomia e il suo modello di sviluppo verranno erosi. In seguito alla sua approvazione, sono scoppiate proteste popolari che hanno portato all’arresto di 200 persone e la comunità internazionale sta reagendo con gli USA e il Regno Unito in prima fila per opporsi alla decisione di Pechino.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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