Guinea Bissau: il presidente licenzia i capi di 5 Ministeri

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 19:25 in Africa Guinea Bissau

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Il nuovo presidente della Guinea Bissau, Umaro Cissoko Embalo, ha licenziato cinque ministri del suo governo, una mossa che aumenta linstabilità politica nel piccolo Paese dellAfrica occidentale. In particolare, sono stati destituiti i capi del dicastero dellInterno, dellAgricoltura, della Difesa, dellEconomia e dellEnergia. Nonostante il decreto sia stato annunciato il 28 giugno, ad oggi non sono ancora state rese note le cause dei licenziamenti. I cinque ministri erano tutti membri del partito MADEM-15, legato alla presidenza.

“È la strategia di Embalo per ottenere la maggioranza in Parlamento”, ha commentato il sito web Ditadura de Consenso, schierato a favore del PAIGC, ovvero il partito africano per lindipendenza della Guinea e di Capo Verde, critico nei confronti dellattuale presidente in carica. Il PAIGC detiene, per il momento, il maggior numero di seggi in Parlamento e, a marzo, aveva ufficialmente disconosciuto il nuovo leader eletto.

Il primo gennaio 2020, Embalo è stato nominato presidente della Guinea Bissau,con il 53.55% dei voti, sconfiggendo il rivale, presunto favorito, Domingos Simoes Pereira, leader del PAIGC. Per cercare di ottenere il supporto dei candidati eliminati e dei loro sostenitori, Embalo si è presentato come “unificatore” del Paese e ha promesso di riportare la stabilità politica, provando a sbloccare l’impasse istituzionale e a modernizzare la nazione, che conta circa 1.6 milioni di abitanti. Membro del gruppo etnico dei Fulani, ha studiato scienze sociali e politiche in Spagna e Portogallo ed è stato brigadiere generale dell’esercito, dal quale si è prematuramente congedato negli anni ’90. Attualmente rappresenta il MADEM-15, un partito formato da ribelli e oppositori del PAIGC.

La Guinea Bissau, ex colonia portoghese, è uno dei Paesi più poveri del mondo. Per anni, è stato afflitta da instabilità politica, povertà, corruzione e traffico di droga. Da quando si è dichiarata indipendente, nel 1974, la Guinea Bissau ha subito circa 9 colpi di stato. Il golpe più recente si è verificato nel 2012.Le tensioni politiche sono scoppiate in maniera dirompente nell’agosto 2015, quando il presidente Vaz, in carica dal 23 giugno 2014, ha rimosso l’allora primo ministro Pereira, sostenuto dall’opinione pubblica e da numerosi investitori occidentali. Tale mossa ha innescato un periodo di instabilità che ha portato ad un vero e proprio stallo. L’accordo di Conakry avrebbe dovuto risolvere la situazione, tuttavia, importanti clausole del patto non sono state rispettate, creando ulteriori problemi tra le élite politiche locali. Tale impasse politico favorisce i trafficanti di droga, in quanto l’ex colonia portoghese costituisce un ambiente favorevole a causa della dilagante criminalità. Gli Stati Uniti hanno accusato alcuni ufficiali militari della Guinea Bissau di trarre profitto dal commercio di cocaina proveniente dal Sud America e diretto verso l’Europa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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