Egitto: nuova scoperta di gas nel Mediterraneo a opera di Eni

Pubblicato il 2 luglio 2020 alle 10:42 in Africa Egitto

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La compagnia petrolifera italiana Eni ha annunciato, il primo luglio, una nuova scoperta di gas al largo delle coste egiziane nel Mediterraneo, dopo aver trivellato con successo il primo pozzo di esplorazione nella concessione di North Hammad, insieme agli appaltatori britannici BP e France’s Total.

La nuova scoperta, ubicata sulla prospettiva chiamata Bashrush, si trova a 22 metri di profondità d’acqua, a 11 km dalla costa, a 12 km a Nord-Ovest dal campo Nooros, e a circa 1 km a Ovest dal campo Baltim Sud-Ovest, entrambi già in produzione.

Il pozzo è una singola colonna di gas spessa 152 metri all’interno delle arenarie di età messiniana, ed è caratterizzato da eccellenti proprietà petrofisiche. La compagnia petrolifera ha altresì aggiunto che il pozzo sarà testato per la produzione. Per di più, la scoperta di Bashrush estende ulteriormente a Ovest il potenziale di gas dei bacini di formazione di Abu Madi, scoperti e prodotti dalla cosiddetta “Grande Area di Nooros”.

Eni, insieme ai propri partner BP e Total, e in coordinamento con l’Egyptian Petroleum Sector, inizierà a esaminare le opzioni di sviluppo di questa nuova scoperta, con l’obiettivo di una produzione “fast tracking” attraverso sinergie con le infrastrutture esistenti nell’area.

L’Egitto è il più grande produttore di petrolio dell’Africa non appartenente all’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, e il terzo produttore di gas naturale nel continente dopo l’Algeria e la Nigeria. A tal proposito, nel settembre 2018, il Ministero del Petrolio egiziano ha annunciato il conseguimento di un traguardo notevole, ovvero l’autosufficienza di gas. La produzione complessiva di gas naturale è aumentata, in tale anno, a circa 161,4 milioni di metri cubi al giorno.

Nel 2015, la scoperta di un giacimento gassoso di 850 miliardi di metri cubi nel Mediterraneo orientale, Zohr, effettuata da Eni, ha rivitalizzato il settore energetico egiziano. Il campo è stato messo in moto a velocità record, e la produzione dal gigante offshore sta contribuendo a trasformare il profilo del gas del Paese. La nuova legge sul mercato del gas, approvata nel luglio 2017, è stata significativa ai fini di questa nuova esplorazione, in quanto ha modernizzato il contesto normativo per il mercato a valle in cui la produzione da questi campi sarà venduta. Oltre a regolamentare il trasporto, la distribuzione e lo stoccaggio del gas, la legge ha incoraggiato anche la partecipazione del settore privato alle attività a valle del gas e ha istituito un organo regolatore indipendente, l’Autorità di regolamentazione del gas.

Le stime delle riserve di petrolio greggio in Egitto variano da fonte a fonte. Il quotidiano Oil & Gas (OGJ) ritiene che le riserve comprovate in Egitto abbiano tenuto a una costante di 4,4 miliardi di barili dal 2011, un aumento rispetto ai 3,7 miliardi di barili nel 2010. Tuttavia, secondo l’Economist Intelligence Unit (EIU) e la Statistical Review of World Energy, le riserve accertate sono diminuite da un picco di circa 4,5 miliardi di barili nel 2010 a circa 3,5 miliardi di barili nel 2016.

La maggior parte della produzione di greggio in Egitto proviene dal deserto occidentale e dal Golfo di Suez, mentre un’altra modesta percentuale è prodotta nel deserto orientale, nel Sinai, nel Mar Mediterraneo, nel Delta del Nilo e nell’Alto Egitto. Una delle principali sfide per il Paese è quella di soddisfare la crescente domanda interna di petrolio in un contesto di calo della produzione. Attualmente, il consumo di greggio in Egitto supera la propria produzione petrolifera. L’uso totale di greggio nel Paese è aumentato di circa il 16% dal 2007, e si prevede un’ulteriore crescita nei prossimi anni.

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Mariela Langone

di Redazione

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