Spagna punta a produrre vaccino contro COVID-19 in pochi mesi

Pubblicato il 1 luglio 2020 alle 13:00 in Europa Spagna

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La Spagna aspira a diventare uno dei paesi leader nella produzione su scala mondiale del vaccino contro il COVID-19 da qui a pochi mesi. È quanto riferisce il ministro spagnolo della scienza Pedro Duque.

“C’è una buona probabilità che, con tutti i test effettuati, tra sei e dodici mesi potremo iniziare ad avere i primi vaccini”, ha dichiarato il capo del Ministero della Scienza e dell’Innovazione della Spagna in una conferenza stampa.

In questo momento la Spagna ha cinque candidati a diventare vaccino contro il coronavirus, oltre a più di cento studi clinici su diversi farmaci.

Dei 180 progetti in campo per trovare un vaccino, 12 sono stati realizzati in territorio spagnolo con finanziamenti statali.

Uno di questi ha recentemente superato con successo i primi test sperimentali sugli animali, il che pone la Spagna in una posizione “favorevole” per la produzione futura per il resto del mondo, ha affermato il ministro.

Le autorità scientifiche del Paese iberico sono fiduciose che le prime dosi del farmaco saranno disponibili all’inizio del prossimo anno.

“Mancano ancora molti test, ma siamo ottimisti sul fatto che ci sarà un vaccino e che sarà disponibile per il sistema sanitario spagnolo quando ne sarà dimostrata l’efficacia”, ha dichiarato Duque.

Il ministro ha aggiunto che ci sono già diverse aziende farmaceutiche a livello internazionale che stanno discutendo con aziende spagnole per spostare parte della produzione di vaccini nel Paese.

Duque ha poi spiegato che molti dei vaccini a cui lavorano i ricercatori spagnoli si basano su concetti diversi dagli altri.

“Avere il proprio sviluppo di vaccini pone il Paese in una situazione più favorevole quando si tengono negoziati con aziende esterne”, spiega il ministro.

Il responsabile scientifico spagnolo ha inoltre difeso il coordinamento a livello dell’Unione europea nel futuro acquisto di vaccini, per garantire che tutti gli Stati membri possano accedervi a parità di condizioni.

L’acquisto verrà effettuato con un fondo comune per impedire ai Paesi con maggiore potere d’acquisto di monopolizzare l’acquisto di vaccini per i loro cittadini, secondo un accordo di cui la Spagna fa parte e che prevede che Bruxelles sia responsabile dell’acquisizione e della distribuzione.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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