Il Pakistan accusa l’India per l’attacco contro Karachi

Pubblicato il 1 luglio 2020 alle 12:28 in India Pakistan

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Il primo ministro pakistano, Imran Khan, ha accusato l’India di essere responsabile dell’attacco contro l’edificio della borsa nella città meridionale di Karachi del 29 giugno. 

In tale data, 4 uomini armati armati di granate hanno attaccato la Borsa del Pakistan, uccidendo 2 funzionari della sicurezza e un poliziotto prima di venire neutralizzati. “Non c’è dubbio che l’India di celi dietro l’attacco”, ha dichiarato Khan in un suo discorso al Parlamento, il 30 giugno. Si tratta di un’accusa che circolava già dal giorno precedente e che Nuova Delhi aveva negato il 29 giugno stesso. Khan non ha fornito prove a questo proposito, ma ha affermato che l’intelligence lo aveva avvertito riguardo al rischio di attacchi in Pakistan orchestrati dalle autorità indiane e lui aveva informato il suo governo di tale minaccia.

Il premier pakistano ha, inoltre, reso noto che gli aggressori erano pesantemente armati e volevano prendere ostaggi per replicare agli attentati di Mumbai del 26 novembre del 2008, in cui furono uccise più di 160 persone. Khan ha definito il loro fallimento e la rapida risposta delle forze di sicurezza, come una “grande vittoria”. Nonostante le accuse contro l’India, il Baloch Liberation Army (BLA), un gruppo separatista armato della provincia Sud-occidentale del Balochistan, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco in un messaggio su Twitter. Il gruppo è stato ufficialmente dichiarato fuori legge in Pakistan nel 2006 ed è stato riconosciuto dagli Stati Uniti come un’organizzazione terroristica globale a luglio del 2020. Sempre durante il discorso del 29 giugno, Khan ha affermato che l’agenzia di intelligence pakistana ha sventato con successo almeno 4 grandi attacchi nel Paese. Due di questi dovevano colpire la capitale, Islamabad. Tuttavia, non è stato possibile fermare tutti i possibili attentati. 

Il Baloch Liberation Army è un’organizzazione armata che combatte contro il governo di Islamabad per ottenere l’indipendenza della regione del Balochistan, da più di dieci anni. Tale area, nonostante sia la più vasta del Pakistan, è scarsamente popolata. Nella zona è prevista la costruzione di una serie di infrastrutture, come nuove strade e porti, nell’ambito dello sviluppo del corridoio economico ed energetico tra Cina e Pakistan (CPEC), del valore di 56 miliardi di dollari. Tale progetto collega il Sud-Est della Cina con il Mar Arabico attraverso il Pakistan.  Da quando il CPEC è stato lanciato, il 22 maggio 2013, i separatisti del Balochistan hanno compiuto numerosi attacchi per colpire il personale cinese, in quanto considerano il progetto “un tentativo imperialista” di insinuarsi nel Paese asiatico.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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