Londra e Parigi ammoniscono Israele contro l’eventuale annessione di territori palestinesi

Pubblicato il 1 luglio 2020 alle 18:13 in Francia Israele UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha ammonito Israele contro l’annessione di alcuni territori palestinesi, il primo luglio, in un articolo pubblicato dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth. Nello specifico, Johnson ha sottolineato che il Regno Unito non riconoscerà nessuna modifica ai confini della Cisgiordania del 1967, se questa non sarà concordata da israeliani e palestinesi congiuntamente.

“L’annessione rappresenterebbe una violazione del diritto internazionale e metterebbe a rischio i progressi che Israele ha fatto nel migliorare le relazioni con il mondo arabo e musulmano”, ha commentato il primo ministro inglese, chiedendo una soluzione che permetta giustizia e sicurezza per entrambe le popolazioni.

Secondo quanto stabilito dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, da oggi, primo luglio, sarebbero dovute iniziare le prime operazioni di annessione di alcuni territori della Cisgiordania. Tuttavia, un membro della Knesset, Ofir Akunis, ha confermato alla Radio dell’Esercito di Israele che l’avvio di tale processo sarà ritardato nel corso di luglio a causa del mancato consenso interno e con gli Stati Uniti.

Parallelamente, sempre il primo luglio, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato che l’eventuale annessione di territori della Cisgiordania costituirebbe una violazione del diritto internazionale e non rimarrà “senza conseguenze”.

“L’annessione dei territori palestinesi, qualunque sia il perimetro, metterebbe seriamente in discussione i parametri per risolvere il conflitto”, ha riferito Le Drian durante un’audizione parlamentare. “Una tale decisione non potrebbe essere lasciata senza conseguenze e stiamo esaminando diverse opzioni a livello nazionale e anche in coordinamento con i nostri principali partner europei”, ha aggiunto il ministro francese. 

Il progetto di Netanyahu prevede l’annessione a Israele di alcuni territori della Cisgiordania, tra cui la Valle del Giordano e il Mar Morto settentrionale, pari a circa il 30% della regione. Il piano di Netanyahu è stato appoggiato dal suo ex-rivale Benny Gantz, entrambi a capo di un governo di unità nazionale dal 17 maggio, che prevede l’alternanza alla guida dell’esecutivo ogni 18 mesi. Tuttavia, Gantz, leader del partito Blue and White, avrebbe espresso riserve. In particolare, Blue and White non concorda su alcune modalità di attuazione e sulla mancanza di un dialogo con la parte palestinese, timoroso che un tale approccio possa danneggiare gli interessi stessi di Israele. Inoltre, Gantz preferirebbe avere un esplicito via libera anche da parte di Washington. A detta del vice-premier, inoltre, sarebbe necessario attendere per portare avanti il piano di annessione, fino a quando Israele non riuscirà a riprendersi completamente dai danni subiti a causa della pandemia di coronavirus e ad assicurare una vita dignitosa al popolo israeliano.

In tale quadro, non sono mancati i segnali di dissenso a livello europeo ed internazionale. Anche secondo l’Onu, il piano proposto da Netanyahu rappresenta una violazione del Diritto internazionale e mina “il sogno di pace” e di una risoluzione per il perdurante conflitto israelo-palestinese. In particolare, la prevista annessione israeliana, da un lato, priverebbe i palestinesi delle principali risorse agricole, specialmente nella regione della Valle del Giordano, mentre, dall’altro lato, eliminerebbe del tutto l’idea di una soluzione a due Stati, auspicata nel 1993 con gli Accordi di Oslo, con cui si ritiene possibile la creazione di due Paesi in grado di coesistere l’uno accanto all’altro, ovvero Israele e Palestina, con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa tra i due.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.