Immigrazione: i fatti più importanti di giugno 2020

Pubblicato il 1 luglio 2020 alle 6:01 in Approfondimenti Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di giugno 2020, sono giunti in Europa via mare e via terra oltre 3.027 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri, finora, risulta essere la Grecia, con oltre 10.348 arrivi, seguita dalla Spagna, con oltre 8.200 arrivi, Italia, Malta, con circa 1.700 sbarchi, e Cipro, quasi 500 sbarchi. Il numero dei morti in mare nei primi sei mesi del 2020, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), ammonta a 370. Tali numeri segnano una diminuzione rispetto alle cifre del giugno 2019, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra quasi 9.000 stranieri.

Per quanto riguarda il caso specifico dell’Italia, le stime del Ministero dell’Interno riferiscono che, dal primo gennaio al 30 giugno 2020, sono sbarcati 6.812 migranti, contro i 2.779 dello stesso periodo del 2019. Le prime cinque nazionalità degli stranieri sono tunisina, bangladese, ivoriana, sudanese e algerina. Il numero dei minori stranieri non accompagnati, dall’inizio dell’anno, ammonta invece a 1.004.

Il mese di giugno 2020 si è aperto con la firma di un accordo tra Malta e la Libia per istituire centri di coordinamento a Tripoli e a La Valletta, al fine di “collaborare nella lotta all’‘immigrazione clandestina”. Dalmemorandum d’intesa firmato da Malta e dal Governo di Unità Nazionale (GNA) di Tripoli il 28 maggio, e presentato al Parlamento de La Valletta il 4 giugno, si legge che le nuove strutture offriranno il sostegno necessario per combattere contro l’immigrazione irregolare in Libia e nella regione del Mediterraneo. I centri saranno presidiati da almeno 3 funzionari maltesi e finanziate dal governo di Malta. “I centri saranno limitati al supporto e al coordinamento”, recita l’accordo, che ha una durata di tre anni. Il documento libico-maltese informa altresì che il governo de La Valletta proporrà alla Commissione europea un aumento del sostegno finanziario per aiutare il GNA a proteggere i confini meridionali del Paese nordafricano e smantellare la tratta di esseri umani e le reti criminali.

Il 5 giugno, Italia, Malta, Cipro, Grecia e Spagna, hanno firmato un documento congiunto sull’immigrazione, che è stato poi presentato quattro giorni dopo alla Commissione europea. Si tratta di una proposta politica in vista dell’imminente elaborazione di una nuova strategia comune dell’Unione in materia di immigrazione e asilo. È la prima volta che i cinque Paesi del Mediterraneo, i più interessati dal fenomeno migratorio, elaborano un documento simile. Il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, ha dichiarato che si è trattato di un passo importante per il riconoscimento della specificità delle frontiere marittime esterne dell’Unione e dell’obbligatorietà delle procedure di ricollocamento dei migranti tra i partner dell’UE.

 Nello specifico, i Paesi firmatari hanno presentato un elenco di punti da valorizzare nell’ambito della nuova agenda migratoria dell’UE. Il primo punto riguarda la ricollocazione obbligatoria tra tutti gli Stati membri dei migranti che sbarcano sulle coste meridionali dell’Unione, a seguito di operazioni di salvataggio compiute nelle varie aree di ricerca e salvataggio (SAR). Il secondo punto, legato al primo, prevede invece l’adozione di un sistema comune europeo per i rimpatri. Il terzo punto riguarda il superamento del criterio della responsabilità del Paese di primo ingresso stabilito dal regolamento di Dublino. Secondo i cinque Paesi Med, il nuovo regolamento dovrà prevedere un meccanismo “prestabilito, obbligatorio e automatico” basato su una ridistribuzione ‘pro quota’ tra gli Stati membri.  

Sempre il 9 giugno, almeno 46 migranti africani sono morti in seguito al naufragio di un barcone che trasportava circa 53 persone al largo della Tunisia. La notizia è stata rilasciata da un funzionario del governo di Tunisi, il quale ha specificato che i primi 20 corpi sono stati ritrovati al largo della costa di Sfax. L’11 giugno, il numero delle vittime è salito a circa 46, di cui 23 donne e 2 bambini. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, il barcone era diretto verso l’Italia. Le unità della Guardia Costiera tunisina e i militari della Marina sono alla ricerca delle persone scomparse. “Il numero di corpi recuperati è salito a 46. La Guardia Costiera sta continuando le ricerche per trovare il resto dei corpi dopo il naufragio del barcone”, ha dichiarato Mourad Maechri, funzionario della protezione civile.

L’11 giugno, l’IOM ha denunciato i respingimenti e le espulsioni collettive di migranti condotte dalla Grecia verso la Turchia. Tra le accuse, rivolte al personale della polizia frontaliera ci sarebbero anche arresti arbitrari, abusi e violenze. L’organizzazione ha consultato diversi rapporti di fonti sul campo e vari report di media internazionali prima di formulare le accuse. In particolare, le immagini e i video di cui è entrata in possesso l’IOM mostrano l’utilizzo di navi di soccorso marino per la deportazione dei migranti attraverso il Mar Egeo orientale. Pertanto, l’organizzazione ha chiesto alle autorità di Atene di indagare immediatamente sulle accuse e sulle testimonianze delle persone che hanno rivelato di essere state costrette dalla polizia greca ad attraversare il confine con la Turchia contro la loro volontà. L’IOM ha specificato che la gestione delle frontiere da parte degli Stati deve essere sempre compatibile con il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutti i migranti, a prescindere dal loro status. “Se i diritti sovrani degli Stati, compreso quello all’integrità delle frontiere, devono essere rispettati, la loro discrezione si ferma di fronte agli obblighi internazionali in materia di diritti umani”, ha sottolineato l’organizzazione.

 Il 24 giugno, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha incontrato il presidente del Consiglio presidenziale del Governo di Accordo Nazionale (GNA), Fayez Al-Sarraj, il ministro dell’Interno, Fathi Bashaga, e il suo omologo, Mohamed Siala, a Tripoli. Al centro della visita, la crisi in Libia e il dossier immigrazione. In materia di immigrazione, Di Maio ha annunciato di aver ricevuto dal al-Serraj la proposta libica di modifica del Memorandum d’intesa bilaterale siglato il 2 febbraio del 2017 e rinnovato il 3 febbraio 2020. A tale riguardo, il capo della Farnesina ha riconosciuto di dover ancora esaminare a fondo la revisione della controparte, ma di ritenere che vi sia continuità con la proposta avanzata dall’Italia lo scorso 9 febbraio, la quale prevedeva maggiori tutele per i diritti umani. Avendo ricevuto il documento da al-Sarraj, Di Maio ha annunciato che a breve, probabilmente già il prossimo 2 luglio, potranno essere avviati i lavori del comitato bilaterale di esame per negoziare concretamente il testo in ambito tecnico. 

Infine, il 29 giugno, si è verificato un naufragio nel Mar Egeo. L’imbarcazione in questione trasportava 35 migranti, 4 dei quali sono caduti in mare mentre cercavano di raggiungere le coste greche e risultano attualmente dispersi. Secondo le prime ricostruzioni, un motoscafo della Guardia Costiera greca avrebbe urtato l’imbarcazione con a bordo i migranti causandone il naufragio, e avrebbe anche rimosso il serbatoio del carburante e spinto i migranti verso la costa turca, riferiscono diversi media turchi, citando la testimonianza di migranti salvati. La Guardia Costiera turca è successivamente intervenuta per effettuare il recupero delle persone in acqua e a bordo dell’imbarcazione danneggiata. Secondo le ultime stime ufficiali, in Turchia vi sono 3,7 milioni di rifugiati siriani che vorrebbero attraversare le frontiere ed entrare in Europa.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.