Hong Kong: quasi 200 arresti dopo l’approvazione della legge sulla sicurezza

Pubblicato il 1 luglio 2020 alle 13:17 in Cina Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia di Hong Kong ha arrestato circa 200 persone, il primo luglio, durante le prime proteste scoppiate a seguito dell’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale da parte di Pechino.

I manifestanti sono scesi in piazza per sfidare la norma, introdotta dalla Cina e approvata ufficialmente il 30 giugno. I più critici sostengono che tale legge sia finalizzata a reprimere il dissenso e aumentare il controllo di Pechino, a discapito delle libertà individuali dei cittadini di Hong Kong. Migliaia di manifestanti si sono radunati nel centro della città, il primo luglio, in occasione dell’anniversario del ritorno della colonia britannica sotto la sovranità della Cina, avvenuto nel 1997. La polizia, in tenuta antisommossa, ha utilizzato spray al peperoncino e sparato proiettili di gomma mentre effettuava arresti. Intanto, la folla si riversava nelle strade cantando “resistere fino alla fine” e “Indipendenza per Hong Kong”.

“Ho paura di andare in prigione, ma per giustizia devo uscire oggi, devo alzarmi in piedi”, ha affermato un uomo di 35 anni. La polizia ha riferito che, ai sensi della nuova legge, se stai mostrando bandiere o striscioni, cantando slogan o ti stai comportando per favorire la secessione o la sovversione, questo può costituire reato. Dopo gli scontri con i manifestanti, le autorità per la sicurezza hanno pubblicato su Twitter le foto di un ufficiale con un braccio sanguinante che affermava di essere stato pugnalato da “rivoltosi con oggetti appuntiti”. I sospetti sono fuggiti e gli altri manifestanti non hanno offerto aiuto, secondo la polizia.

I rapporti tra Pechino e Hong Kong sono tesi da oltre un anno. Il primo luglio del 2019, centinaia di manifestanti avevano preso d’assalto e vandalizzato la sede del Comitato legislativo della città per protestare contro un disegno di legge che avrebbe consentito l’estradizione nella Cina continentale. Quelle proteste si sono evolute in richieste di maggiore democrazia e minore influenza di Pechino, paralizzando parti della città e aprendo la strada all’elaborazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale. 

A Pechino, Zhang Xiaoming, vicedirettore esecutivo dell’Ufficio cinese per gli Affari di Hong Kong e Macao, ha riferito ai giornalisti che le persone arrestate dal un nuovo ufficio di sicurezza, gestito da Pechino, potrebbero essere processati sulla terraferma. La nuova struttura è nata con la legge sulla sicurezza nazionale. L’articolo 55 della normativa stabilisce che l’ufficio di sicurezza di Pechino a Hong Kong esercita la propria giurisdizione su casi “complessi” o “gravi”. “Si tratta di un regalo di compleanno per Hong Kong e mostrerà il suo prezioso valore in futuro”, ha affermato Zhang, aggiungendo che la legge non verrà applicata retroattivamente.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.