Il Cartello Jalisco Nueva Generación attacca Città del Messico

Pubblicato il 1 luglio 2020 alle 6:28 in America Latina Messico

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Una pioggia di pallottole è stata la risposta del Cartello Jalisco Nueva Generación, considerato il gruppo più pericoloso della criminalità organizzata messicana, alla strategia del governo “abbracci, non proiettili”, diffondendo la paura con un audace attacco nel cuore della capitale: il quartiere esclusivo di Lomas de Chapultepec, dove risiede l’élite politica e finanziaria del Messico.

All’alba di venerdì 26 giugno, il Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) ha terrorizzato Città del Messico con un attacco senza precedenti al convoglio su cui viaggiava il segretario alla Sicurezza dei cittadini della capitale, Omar García Harfuch, che ha ricevuto più di 400 impatti di proiettili.

Il più alto capo della polizia nella capitale è sopravvissuto nonostante sia stato colpito da tre proiettili, a una spalla e un ginocchio. Lo stesso García Harfuch ha inviato un messaggio sul suo account Twitter per lanciare un’accusa: “Stamattina siamo stati aggrediti codardamente dal CJNG, due miei colleghi e amici hanno perso la vita, ho tre ferite da proiettile e diversi frammenti”. È morto anche un venditore di snack che stava passando. In totale nell’attacco sono morte tre persone e almeno dieci sono rimaste ferite.

L’arsenale utilizzato per l’attacco è di alto livello: cinque fucili anti-corazzati Barrett, un lanciagranate, 40 armi di diverso calibro, sette granate, oltre 50 bombe Molotov, 39 giubbotti, 96 caricatori e 2.805 cartucce di vario calibro.

Il viale prescelto non potrebbe essere più emblematico: il Paseo de la Reforma che collega il Palazzo presidenziale di Chapultepec con il Centro storico della capitale, dove non si era mai verificato un episodio di questa portata. 

“La nostra nazione deve continuare a confrontarsi con il crimine organizzato codardo. Continueremo a lavorare” – ha detto il capo della sicurezza di Città del Messico prima di entrare nella sala operatoria dove gli sono state rimosse le pallottole.

Poco dopo l’attacco, 12 aggressori sono stati arrestati vicino al luogo dell’attentato, dove, da un camion di tre tonnellate e mezzo, gli attentatori hanno sparato al convoglio con una mitragliatrice Barret. Successivamente, altri sette sospetti criminali sono stati fermati, per un totale di 19 arresti. Tra i detenuti nella seconda ondata di arresti, le autorità hanno trovato “uno dei principali membri del gruppo che ha attaccato il segretario”, indica il rapporto ufficiale. Un personaggio soprannominato “El Vaca”, considerato capo dei sicari del CJNG a Tonalá, Jalisco, è stato menzionato come il presunto “autore intellettuale” dell’attacco.

Oltre agli arresti e alle armi sequestrate, sono stati sequestrati 13 veicoli, nei quali erano state spostate quattro cellule del Cartello, ciascuna composta da sette membri, per un totale di 28 attentatori. Le confessioni di alcuni degli arrestati, indicano che “sono stati assunti tre settimane prima dell’evento e che avrebbero ricevuto una somma di denaro in cambio”.

Per l’agenzia antidroga americana (DEA), il CJNG è il cartello messicano della droga più pericoloso. 

Fondato da Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, 53 anni, detto “El Mencho”, nel 2010, il Cartello Jalisco Nueva Generación ha approfittato della guerra al narcotraffico lanciata dall’ex presidente Felipe Calderón che ha indebolito e talvolta smantellato gli storici cartelli della droga messicani. Il governo offre una ricompensa di 10 milioni di dollari per qualsiasi informazione che porti al loro nascondiglio.

 

Il presidente López Obrador ha commentato l’attacco con un messaggio pugnace: “Eccoci, stiamo andando avanti, non un passo indietro, nemmeno per guadagnare slancio”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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