Argentina: scandalo spionaggio, arrestata segretaria di Macri

Pubblicato il 1 luglio 2020 alle 9:10 in America Latina Argentina

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Un’operazione di polizia a sorpresa ha portato all’arresto a Buenos Aires dell’ex segretaria alla Documentazione Presidenziale dell’ex presidente Mauricio Macri, Susana Martinengo, e una ventina di agenti dell’intelligence, accusati di aver effettuato spionaggio illegale durante il governo del leader liberale.

Super Mario Bros era il nome del gruppo nell’applicazione di messaggistica WhatsApp che identificava i membri e gli informatori dell’Agenzia di intelligence federale (AFI) detenuti per ordine del giudice Federico Villena nel quadro di uno dei 12 processi in corso sul sistema di spionaggio illegale perpetrato dal governo di Mauricio Macri (2015-2019).

La struttura era guidata del direttore delle operazioni speciali, Alan Ruiz, che era già detenuto per un’altra causa, e dal l’ex capo del controspionaggio Diego Dalmau Pereyra, anch’egli in carcere.

Nell’ambito della stessa operazione, in cui furono arrestate in totale 22 persone, Susana Martinengo, ex segretaria alla Documentazione Presidenziale durante il governo Macri, incaricata di accettare la corrispondenza inviata al presidente, è stata coinvolta come primo collegamento all’interno della Casa Rosada per ricevere i rapporti illegali.

Martinengo appare nel caso gestito dal giudice Villena come il legame tra il leader delle spie del gruppo Super Mario Bros, Jorge ‘El Turco’ Sáez, e l’ex coordinatore generale degli affari presidenziali e il segretario privato di Macri, Darío Nieto, la cui casa è stata perquisita il 25 giugno scorso.

Sáez ha assicurato che l’ex capo dell’AFI e amico personale di Macri, Gustavo Arribas, ha dato l’ordine di seguire e fare relazioni sui politici, in particolare sull’allora opposizione peronista. Lo ha detto durante la sua audizione del 19 giugno scorso alla Commissione bicamerale per il monitoraggio delle agenzie di intelligence del Congresso nazionale.

Sáez fu arrestato nell’operazione, insieme ad altre ex spie come Leandro Araque e l’avvocato Facundo Melo. Araque e Melo sono indagati in un altro caso per il presunto spionaggio ai danni dell’ex presidente Cristina Fernández de Kirchner (2007-2015) e del think tank del Kirchnerismo, l’Istituto Patria. Araque e Melo hanno incontrato Martinengo 12 volte tra la metà del 2018 e l’inizio del 2019, secondo i dati dei registri di entrata alla Casa Rosada.

Circa 500 persone, tra cui politici, giornalisti, uomini d’affari, sindacalisti e leader di organizzazioni, sono state spiate illegalmente. Le denunce contro il governo Macri e il vertice dell’AFI durante la sua amministrazione si accumulano in 12 casi diversi che la giustizia federale indaga e per i quali sono accusati in alcuni.

L’AFI è accusato di condurre indagini illegali su personalità come gli ex-presidenti Cristina Kirchner e Eduardo Duhalde (2002-2003), ma anche su referenti del macrismo come l’attuale capo e vice capo del governo di Buenos Aires, Horacio Rodríguez Larreta e Diego Santilli, e l’ex governatore di Buenos Aires María Eugenia Vidal. Tra le persone spiate anche il presidente della Corte suprema di giustizia, Carlos Rosenkrantz, i leader di tutto l’arco politico, leader sindacali come il leader dei camionisti Hugo Moyano o del settore geastronomico Luis Barrionuevo, noti giornalisti rcome Luis Majul o Hugo Alconada Mon, e anche i leader di organizzazioni sociale e religioso come padre José “Pepe” Di Paola.

La stampa ha ribattezzato il caso di “Watergate argentino”.

Per porre un freno allo scandalo, il 5 marzo scorso, il presidente Alberto Fernández, ha decretato che l’AFI non sarà autorizzata ad assistere nelle indagini penali condotte da giudici penali federali o di svolgere funzioni di polizia, in un nuovo tentativo di ripulire l’immagine dell’agenzia di intelligence, fortemente screditata nel Paese.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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