Yemen: perdite per gli Houthi da Hodeidah a Ma’rib

Pubblicato il 30 giugno 2020 alle 8:19 in Medio Oriente Yemen

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Almeno 3 cecchini Houthi sono stati uccisi dalle forze congiunte nella tarda serata del 29 giugno, i quali vanno ad aggiungersi alle vittime causate negli ultimi 6 giorni. Parallelamente, le forze di sicurezza e dell’esercito yemenite hanno condotto un’operazione nel governatorato centrale di Ma’rib.

Secondo quanto riferito da al-Arabiya, negli ultimi 6 giorni, le forze congiunte, composte da membri yemeniti e dalle forze della coalizione internazionale a guida saudita, hanno ucciso circa 6 cecchini presso la costa occidentale. Gli ultimi 3 sono stati uccisi nella sera del 29 giugno, nel Sud del governatorato di Hodeidah, nei pressi del distretto di al-Jah. Parallelamente, nella medesima giornata, scontri tra le forze congiunte ed i ribelli hanno causato altri 9 morti Houthi e diversi feriti nel Sud di Hodeidah, presso la zona di al-Faza. Secondo quanto riferito da fonti militari affiliate alle forze congiunte, le milizie Houthi hanno dapprima lanciato un attacco contro le postazioni dell’esercito yemenita e della coalizione, provocando violenti scontri che hanno causato perdite tra i ribelli ed il sequestro di armi e munizioni in loro possesso.

Hodeidah rappresenta un ingresso di vitale importanza per le importazioni di merci e aiuti umanitari, nonché un’ancora di salvezza per milioni di residenti yemeniti fuggiti da altre aree del Paese. Dal 19 ottobre 2019, la Missione delle Nazioni Unite ha iniziato ad istituire posti di blocco e di monitoraggio a Hodeidah, con il fine ultimo di riportare la tregua nella regione. Il dislocamento delle truppe è una parte cruciale dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto in Svezia l’ultimo giorno dei colloqui di pace, il 13 dicembre 2018. Quest’ultimo è un patto in base al quale i ribelli sciiti Houthi avevano accettato di ritirarsi da tutti e tre i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere alla delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. Secondo quanto stabilito nel patto, il dislocamento dei contingenti Houthi sarebbe dovuto avvenire 21 giorni dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il 18 dicembre 2018, ma quella data non è mai stata rispettata.

Nel frattempo, continuano le tensioni anche in altre regioni yemenite. A tal proposito, nella sera del 29 giugno, le forze dell’esercito hanno riferito di aver condotto un’operazione nel governatorato di Ma’rib, a Est di Sana’a, in collaborazione con i membri della tribù di Ubeida, volta a catturare coloro che sono affiliati ai ribelli sciiti Houthi. Secondo quanto riportato, l’operazione si è conclusa nel giro di poche ore ed ha visto le forze yemenite affrontare gli uomini di Mohsen Salih Sabaian, responsabili di diversi attentati contro le postazioni dell’esercito situate nei dintorni. L’operazione ha provocato l’uccisione di 2 membri dell’esercito e della tribù di Ubeida, oltre al ferimento di altri 4, e l’uccisione di 8 elementi definiti “sovversivi”.

I governatorati di M’arib, Jawf e Sana’a sono testimoni di un’escalation che ha avuto inizio nella metà del mese di gennaio 2020. Questa è da collocarsi nel quadro del perdurante conflitto civile, scoppiato il 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Il primo marzo, i ribelli sono riusciti a conquistare la città di Hamz, capoluogo della provincia settentrionale strategica di al-Jawf, costringendo le forze governative a ritirarsi verso Est, e, nello specifico, verso la città desertica di al-Jar, a seguito della seconda grande sconfitta in un mese. Al-Jawf ha rappresentato una delle conquiste più rilevanti per gli Houthi negli ultimi cinque anni di conflitto. I ribelli sciiti mirano a prendere il controllo delle risorse petrolifere di Ma’rib, che, pertanto, potrebbe continuare ad essere testimone di violenti scontri. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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