Venezuela: Maduro espelle ambasciatrice UE

Pubblicato il 30 giugno 2020 alle 9:02 in Europa Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dato 72 ore all’ambasciatrice dell’Unione Europea (UE) a Caracas, Isabel Brilhante Pedrosa, per lasciare il Paese, dopo le sanzioni imposte da Bruxelles contro 11 funzionari venezuelani.

“Chi sono loro per cercare di imporsi con le minaccie? Basta così! È per questo che ho deciso di concedere all’ambasciatrice 72 ore per lasciare il nostro paese e chiedere rispetto alla UE. Basta con il colonialismo, l’interventismo. Le verrà prestato un aereo così va. Se non ci rispettano, se ne vadano! ” – ha affermato il presidente venezuelano in un intervento televisivo.

Maduro si rammarica che il blocco europeo abbia varato sanzioni contro “i venezuelani che fanno parte delle istituzioni statali e difendono la Costituzione”. “Hanno sanzionato il consiglio di amministrazione dell’Assemblea nazionale dell’opposizione (AN) perché si sono rifiutati di eseguire ordini dall’ambasciata dell’UE” – ha aggiunto, in riferimento alle sanzioni contro Luis Parra, l’oppositore dissidente eletto alla guida del parlamento con i voti del Partito Socialista Unito del Venezuela, in un’elezione contestata dalle forze di opposizione fedeli a Juan Guaidó.

Il presidente ha inoltre denunciato che il politico dell’opposizione Leopoldo López, del Partito della volontà popolare, ha utilizzato l’ambasciata spagnola, dove si è rifugiato nell’aprile dello scorso anno dopo un tentativo fallito di colpo di stato, per pianificare l’incursione marittima militare fallita dello scorso 3 maggio.

“Il Venezuela riserva azioni diplomatiche all’ambasciatore spagnolo a Caracas [Jesús Silva] per la sua partecipazione all’incursione armata di Macuto. Aspetti notizie nelle prossime ore” – ha affermato Maduro.

Secondo il leader chavista, l’Unione europea agisce seguendo i piani del presidente degli Stati Uniti. “Che peccato, 27 paesi, un continente dal grande potere economico, militare, politico, in ginocchio davanti a Trump e alle sue politiche di aggressione, riconosce un fantoccio come Guaidó”.

Il presidente venezuelano ha affermato che questi attacchi cercano di spaventare  cittadini o partiti che desiderano candidarsi per le prossime elezioni legislative. “Dicono che chiunque si registri sarà colpito da sanzioni. Oh, che paura! Stanotte non riusciremo a dormire” – ha aggiunto ancora Maduro, che ha chiesto alla UE di prepararsi ad assistere a “elezioni libere e trasparenti, con la partecipazione di migliaia di candidati” .

Nel novembre 2017, il Venezuela è diventato il primo paese latinoamericano sanzionato dall’UE. Finora, 36 venezuelani sono sottoposti a misure restrittive da parte di Bruxelles.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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