Nigeria: scontri tra bande armate uccidono 12 persone

Pubblicato il 30 giugno 2020 alle 14:38 in Africa Nigeria

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Almeno 12 persone sono state uccise in un attacco armato condotto nella Nigeria occidentale. Secondo fonti locali, alcune bande armate hanno attaccato il villaggio di Unguwar Yabo, nello stato di Zamfara, tra sabato 27 e domenica 28 giugno. Il Nord-Ovest del Paese è solito assistere a scontri occasionali tra i pastori Fulani, uno dei più grandi gruppi etnici dellAfrica occidentale, e le vicine tribù sedentarie. Alcuni testimoni Fulani hanno affermato che gli agricoltori cercano regolarmente di rubare il bestiame e di attaccare la gente. I gruppi armati e le organizzazioni terroristiche spesso sfruttano questo tipo di conflitti tra etnie per creare maggiore instabilità e organizzare nuovi attacchi.

Benché la Nigeria sia ripetutamente minacciata da assalti di banditi locali, così come da scontri di natura etnica, il pericolo più grande per la sicurezza nazionale è rappresentato dalle offensive dei militanti islamisti, per la maggior parte appartenenti all’organizzazione terroristica di Boko Haram. Quest’ultimo è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali nella regione di Zamfara, le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale, gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove. Il governo stanzia l’equivalente di quasi 80 milioni di dollari ogni trimestre per lo sforzo bellico contro Boko Haram, eppure i soldati nigeriani mancano di munizioni e cure mediche sufficienti, lasciando molti cittadini perplessi sul reale utilizzo dei fondi. Secondo il Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto tra i 163 Paesi del mondo di cui è stato misurato l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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