Laos: la Cina continua la sua penetrazione economica

Pubblicato il 30 giugno 2020 alle 11:56 in Cina Laos

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La cooperazione infrastrutturale tra Laos e Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha portato alla realizzazione del tunnel Shitouzhai, lungo 11,84 km, nella provincia cinese di Yunnan, lungo la linea ferroviaria Kunming-Vientiane che, una volta portata a termine, collegherà Laos e Cina. Il tunnel è stato completato il 29 giugno. Si è trattato della realizzazione di uno dei 93 tunnel del tratto Yuxi-Mohan, nella RPC, che consentirà l’apertura della linea ferroviaria ed è stato uno dei tanti segni della crescente presenza di Pechino nella Nazione confinante. La RPC è il primo Paese di provenienza degli investimenti esteri in Laos, il suo primo fornitore di aiuti e il secondo partner commerciale, dopo la Thailandia.

Nonostante il Laos sia uno tra i Paesi più poveri in Asia, con appena 7 milioni di abitanti e una superficie di appena 236.000 km2, la RPC ha importanti interessi in loco che riguardano soprattutto i settori infrastrutturale ed energetico. Pechino e Vientiane sono legate da un partenariato cooperativo strategico globale, inaugurato nel 2009, che consente ampi spazi di collaborazione. Se in passato l’intervento cinese era limitato per lo più alla zona settentrionale laotiana di confine, oggi sta riguardando pressoché l’intero Paese. Il Laos, inoltre, ha aderito al grande progetto infrastrutturale delle Nuove Vie della Seta (OBOR), proposto dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013.

Dal punto di vista infrastrutturale, i 418 km della ferrovia Kunming-Vientiane sono stati il progetto più emblematico, con un investimento di 6,18 miliardi di dollari, dei quali il 70% sarà coperto dalla RPC e il 30% dal Laos. La linea sarà la più lunga e veloce del Laos e per il 60% del suo tratto attraverserà ponti e tunnel, data la conformazione geografica montuosa del Paese, il quale ha finora avuto una sola linea ferroviaria, che lo ha collegato con la Thailandia dal 2009.  Il progetto Kunming-Vientiane è stato avviato nel 2015 ed è stato stimato che verrà concluso entro il 2020, esso rientrerà nel più ampio quadro di una linea ferroviaria destinata a collegare Kunming e Singapore, passando per Laos e Malesia. Il Laos ha una posizione strategica e, per tanto, la realizzazione di infrastrutture sul suo territorio da parte della RPC le aprirebbe un canale di accesso alla Thailandia, al Mare delle Andamane e ai Paesi a Sud, nonché la possibilità di portare prodotti cinesi sul mercato laotiano e di crearvi opportunità d’investimento nel settore turistico e immobiliare.  A tal proposito, la RPC ha anche promosso il turismo verso il Laos facendo passare le presenze annuali da 400.000 nel 2014 a 800.000 nel 2018.

 Oltre a progetti infrastrutturali, grazie alla presenza del fiume Mekong, il Laos è predisposto alla produzione di energia idroelettrica e all’interno degli investimenti OBOR è rientra anche la creazione di più impianti energetici.  A dimostrazione di ciò, la RPC è coinvolta nella realizzazione di almeno la metà dei progetti idroelettrici sul Mekong o sui suoi affluenti in Laos, dove ha investito ingenti somme di denaro con partecipazioni di vario genere. Nel 2019, ad esempio, la Banca Asiatica d’Investimento per le infrastrutture (AIIB), istituzione finanziaria internazionale istituita a Pechino nel 2014 dalla Cina per finanziare e sviluppare progetti in Asia, ha finanziato un progetto idroelettrico sul fiume Nam U, un affluente del Menkong, per un totale di 40 milioni di dollari.

Il Laos ha inoltre una grande quantità di risorse ancora non sfruttate, tra cui minerali e gomma, che fanno prospettare la possibilità di ulteriori finanziamenti da parte della RPC. Nel 2016, ad esempio, la RPC ha istituito in Laos la Zona Economica Speciale di Buten, nell’area al confine tra i due Paesi, che le è stata concessa per 90 anni e nella quale investirà un miliardo di dollari, trasformando un’area sostanzialmente rurale e arretrata in un polo economico.

All’interno dell’iniziativa OBOR la RPC ha concesso ingenti prestiti a molti Paesi poveri o con un debito già molto alto per la realizzazione di grandi progetti e iniziative, adottando quella che è stata definita “diplomazia del debito”. Il Laos ha un debito che occupa già il 65% del proprio PIL nazionale e ulteriori finanziamenti potrebbero comportare la sua sostanziale incapacità di restituzione. Nel 2017, lo Sri Lanka, ad esempio, non riuscendo a restituire il finanziamento ha dato la gestione del 70% del suo secondo porto, Hambantota, ad un’azienda statale di Pechino.

Se dal punto di vista economico la Cina è seconda alla Thailandia, dal punto di vista politico il Laos è strettamente legato al Vietnam dalla parte del quale si è sempre schierato in caso di conflittualità con la RPC, come nella guerra sino-vietnamita del 1979. Tuttavia, con la caduta dell’URSS e la conseguente fine della polarizzazione in tal senso di Vietnam e Laos, essendo entrambi due Paesi socialisti, essi si sono sempre di più avvicinati alla RPC e la cooperazione tra i rispettivi partiti comunisti è molto attiva. Il presidente Xi, nonché segretario del partito comunista cinese, nel 2017 è stato il primo leader della RPC ad essersi recato in Laos dal 2006, che è stato tra l’altro la prima tappa dei viaggi internazionali del suo secondo mandato presidenziale. L’anno precedente, l’allora presidente americano, Barack Obama, si era recato in Laos segnando la prima visita di un presidente statunitense al Paese, dove gli USA nell’ambito della guerra in Indocina avevano sferrato circa 2 tonnellate di bombe, dal 1964.

Dal punto di vista militare, l’Esercito popolare di Liberazione (EPL) cinese è presente in Vietnam per motivazioni umanitarie, intervenendo in casi di emergenza, e conduce esercitazioni congiunte con l’esercito laotiano volte all’intervento in casi di calamità naturali o di missioni d’assistenza. Oltre a questo, dal 2017 i due Paesi hanno firmato accordi per la cooperazione militare al confine, la cui delineazione esatta risale al 1992.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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