Georgia: riforma elettorale per ridurre poteri dell’esecutivo

Pubblicato il 30 giugno 2020 alle 9:17 in Europa Georgia

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Il parlamento della Georgia ha approvato una riforma elettorale a lungo contestata volta a porre fine all’eccessivo consolidamento del potere da parte di un unico gruppo politico.

Lunedì 29 giugno il parlamento di Tbilisi ha approvato, dopo un lungo iter parlamentare, il cambiamento dalla legge elettorale. Il presidente del parlamento Archil Talakvadze si è rivolto ai deputati adottando un registro colloquiale: “È assolutamente fantastico, congratulazioni a tutti!” Talakvadze, del partito di governo Sogno georgiano, ha descritto la mossa come testimonianza dell’impegno della Georgia per progredire sulla strada della democrazia.

I partiti di opposizione condannato le parole di Talakvadze, sostenendo che sembra voler far passare “la democrazia come una concessione di Sogno georgiano”, secondo quanto ha dichiarato l’ex premier Nino Burjanadze, quando invece il partito di governo “è stato costretto ad accettare questo cambiamento sotto la pressione della pubblica opinione e dei nostri partner internazionali”.

I critici hanno da tempo sostenuto che la legge elettorale ha aiutato Sogno georgiano ad accumulare una maggioranza in parlamento alle ultime elezioni, nel 2016, in cui ha ottenuto un numero di seggi sproporzionato rispetto al totale dei voti del partito. Con il 48,7% dei voti, infatti, la formazione ha conquistato 115 dei 150 seggi del parlamento di Tbilisi.

La nuova legge rende la distribuzione dei seggi parlamentari più in linea con i risultati del voto nazionale, oltre a introdurre un meccanismo per aiutare a impedire a un partito di ottenere il potere sufficiente per riscrivere la Costituzione da solo.

I diplomatici occidentali, che hanno lavorato duramente per convincere il partito al governo e l’opposizione a scendere a compromessi sulla riforma, hanno accolto con favore l’adozione degli emendamenti. ” Ci congratuliamo vivamente con il parlamento della Georgia per l’adozione odierna di emendamenti costituzionali volti ad aumentare il pluralismo parlamentare e consentire una legislatura più rappresentativa” – hanno dichiarato i diplomatici statunitensi ed europei in una nota congiunta.

La nuova legge, che entrerà in vigore per le elezioni parlamentari previste per ottobre prossimo, attribuisce un peso maggiore alla componente proporzionale del sistema elettorale misto della Georgia. Nelle elezioni di questo autunno, 120 dei 150 seggi parlamentari saranno assegnati ai partiti in proporzione al sostegno nazionale. I restanti 30 seggi andranno ai singoli candidati nominati dai partiti per correre nei collegi uninominali. In precedenza, c’era una divisione di circa 50-50 tra i seggi proporzionali e quelli maggioritari.

Inoltre, la nuova legge istituisce un meccanismo di limitazione per prevenire una sovrarappresentazione e una concentrazione di potere di conseguenza sproporzionata. Da ora, nessun partito con un sostegno nazionale inferiore al 40% sarà in grado di rivendicare una maggioranza parlamentare sufficiente a formare un governo monocolore. Inoltre, la soglia per un partito per entrare in parlamento è stata ridotta all’1%, aprendo le porte a più partiti minori.

L’iter parlamentare per l’approvazione della riforma è durato oltre un anno.

Il governo in origine aveva promesso di passare completamente a un sistema proporzionale al fine di chetare una serie di proteste scoppiate in seguito alla violenta repressione di una manifestazione nel giugno 2019. In seguito il partito ha rinnegato la promessa, innescando una nuova serie di proteste e alla fine ha accettato una versione di compromesso della riforma elettorale lo scorso marzo.

I gruppi di opposizione più significativi si sono rifiutati di prendere parte al voto del 29 giugno, accusando il partito di governo di non aver attuato pienamente l’accordo sulla riforma elettorale che i diplomatici stranieri hanno mediato l’8 marzo.

I partiti dell’opposizione hanno insistito sul fatto che il partito al potere non ha rispettato tutti i componenti dell’accordo dell’8 marzo, in particolare il rilascio di diversi rivali politici incarcerati.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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