Turchia: piani per invadere Grecia e Armenia

Pubblicato il 29 giugno 2020 alle 9:23 in Armenia Grecia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Turchia ha sviluppato un piano per una possibile invasione della Grecia, secondo quanto riporta il sito svedese Nordic Monitor che cita documenti segreti dell’esercito di Ankara. I documenti facevano parte di una presentazione PowerPoint presumibilmente organizzata dal comando militare turco per la revisione della pianificazione interna.

Denominata “TSK Çakabey Harekât Planlama Direktifi” (Direttiva sulla pianificazione delle operazioni delle forze armate turche Çakabey), la presentazione è datata 13 giugno 2014. Secondo il rapporto di Nordic Monitor, ciò suggerisce che il piano sia probabilmente stato aggiornato e finalizzato dopo una revisione di alcune bozze precedenti e che il piano potrebbe essere ancora attivo. Nello stesso documento erano anche inclusi i piani per invadere l’Armenia, l’operazione in questo caso intitolata “TSK Altay Harekât Planlama Direktifi” (Direttiva sulla pianificazione delle operazioni delle forze armate turche Altay) è datata 15 agosto 2000 e successivamente aggiornata.

I documenti sono stati scambiati dai principali comandanti dello staff generale tramite un sistema di posta elettronica interno sicuro, secondo il portale di geopolitica svedese. Sembra che siano trapelati accidentalmente in un caso giudiziario ad Ankara che il procuratore Serdar Coşkun ha presentato alla corte come parte dell’indagine sul fallito colpo militare contro il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan del 15 luglio 2016. Tutte le e-mail dello stato maggiore generale dei due mesi precedenti il colpo di stato sono state sequestrate dall’accusa.

Lo stato maggiore generale aveva espresso preoccupazione per l’eventuale fuoriuscita dei documenti classificati e ha esortato il tribunale a consentire che i documenti fossero sottoposti a screening prima di essere presentati. Sembra, tuttavia, che i pubblici ministeri abbiano ignorato queste preoccupazioni e preteso i documenti senza previo controllo.

Il documento non contiene dettagli sulle specifiche del piano diversi dal nome e dalla data di aggiornamento del piano. I dettagli dell’invasione devono essere stati contrassegnati come “top secret” e come tali non possono essere condivisi attraverso il sistema intranet eseguito sui server di scambio di posta elettronica dell’esercito turco. Secondo una direttiva TSK sulla sicurezza delle informazioni spiegata nel documento n. MY114-4 (B), tali piani sensibili possono essere trasmessi solo attraverso uno speciale sistema di comunicazione chiamato Message Document Distribution System (Mesaj Evrak Dağıtım Sistemi o MEDAS), o Sistema di inoltro automatico dei messaggi (Otomatik Mesaj Aktarma Sistemi o OMASIS).

Si ritiene che i piani di invasione dell’Armenia e della Grecia siano stati preparati come una contingenza per quanto riguarda gli sviluppi in Siria, al fine di mantenere capacità offensive e deterrenti sul fronte occidentale e sul fronte nord-orientale durante lo spostamento delle truppe verso la frontiera siriana. 

L’operazione denominata in codice “Altay”, che era il nome assegnato all’azione militare contro l’Armenia in un altro documento segreto dello stato maggiore turco trapelato a novembre 2019, è stata anche incorporata nel fascicolo del procuratore Coşkun. Nel novembre 2019 emersero documenti che dimostravano come il piano fosse ancora valido.

Turchia e Grecia, entrambi membri NATO, sono in aperto contrasto su diversi temi, dalla divisione di Cipro alla situazione delle comunità greco-ortodosse che vivono in Turchia, alla disputa sui confini delle acque territoriali e dello spazio aereo nell’Egeo. La delimitazione della piattaforma continentale dell’Egeo, una disputa che riguarda i diritti turchi e greci allo sfruttamento economico delle risorse del fondale del Mar Egeo in un’area che si estende tra le loro acque territoriali e l’alto mare, rimane irrisolta.

Con l’Armenia, Ankara non intrattiene relazioni diplomatiche formali, ufficialmente per via della situazione in Nagorno-Karabach, che la Turchia considera parte integrante dell’alleato Azerbaigian, occupato dagli armeni. La frontiera tra Turchia e Armenia è chiusa e presidiata dai due eserciti. Oltre alla situazione del Nagorno-Karabach, Ankara e Erevan sono divise dal riconoscimento del genocidio armeno nell’Impero Ottomano, che Erevan considera essenziale per ogni relazione, dalle emissioni radioattive della centrale nucleare di Metsamor, che Ankara considera pericolose per la salute pubblica, dal timore turco che l’Armenia avanzi rivendicazioni territoriali in Anatolia, in particolare nelle provincie un tempo note come Armenia occidentale.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.