L’Iran emette un mandato di arresto contro Trump

Pubblicato il 29 giugno 2020 alle 15:41 in Iran USA e Canada

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L’Iran ha emesso un mandato di arresto contro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e decine di funzionari statunitensi per l’omicidio del generale Qassem Soleimani. 

Il 3 gennaio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato un raid contro l’aeroporto della capitale irachena, Baghdad, in cui il generale Soleimani è deceduto. Trump ha giustificato la propria decisione, dichiarando che il generale era responsabile dell’uccisione di migliaia di statunitensi negli ultimi decenni. L’uomo, inoltre, a detta del presidente USA, stava pianificando nuovi attentati contro obiettivi statunitensi. Per tale motivo, necessitava di essere eliminato e, anzi, avrebbe dovuto “essere fatto fuori molti anni fa”. Teheran aveva chiesto immediatamente vendetta per tale omicidio. “Ci vendicheremo di tutti coloro che sono coinvolti in questo assassinio”, erano state le parole del comandante della Quds Force e ministro iraniano della Difesa, Amir Hatami. “Tutti i nemici dovrebbero sapere che il jihad della resistenza continuerà con motivazione raddoppiata e una vittoria definitiva attende i combattenti nella guerra santa”, aveva invece dichiarato il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Il 29 giugno, il procuratore di Teheran, Ali Alqasimehr, ha dichiarato che Trump, insieme ad altre 30 persone, risulta coinvolto nell’attacco del 3 gennaio che ha ucciso il generale Qassem Soleimani e dovrà quindi affrontare un processo in cui è accusato di omicidio e terrorismo. Alqasimehr non ha rilevato le identità di nessun altro imputato, oltre a Trump, ma ha sottolineato che l’Iran continuerà a portare avanti il processo contro il capo della Casa Bianca, anche dopo la fine del suo mandato. Il procuratore iraniano ha poi aggiunto che avrebbe allertato l’Interpol a tale proposito. Tuttavia, l’Organizzazione Internazionale della Polizia Penale non ha ancora risposto alle richieste di commento. Alqasimehr ha anche affermato che l’Iran aveva richiesto la pubblicazione di un “allarme rosso” contro Trump. In caso di tale livello di allarme, le autorità locali effettuano gli arresti per conto del Paese che lo ha richiesto. Tuttavia, è improbabile che l’Interpol accolga la richiesta dell’Iran in quanto la sua linea guida gli proibisce di “intraprendere qualsiasi intervento o attività di natura politica”.

I rapporti tra Iran e Stati Uniti sono ulteriormente peggiorati a causa dell’uccisione del generale iraniano del 3 gennaio. Il comandante che ha sostituito SoleimaniEsmail Ghaani, il 20 gennaio, aveva dichiarato che gli Stati Uniti avevano ucciso il suo predecessore “in modo vigliacco” e aveva promesso di “colpire il nemico in modo virile”.Ghaani aveva formulato tali osservazioni durante una cerimonia per i migliori comandanti dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC), che ha segnato l’inizio formale del suo mandato. “Lo hanno colpito in modo vigliacco, ma con la grazia di Dio e attraverso gli sforzi di persone in cerca di libertà in tutto il mondo, che vogliono vendetta per il suo sangue, colpiremo il nemico in modo virile”, aveva affermato. La Quds Force, della quale Soleimani era a capo, fa parte dell’IRGC, conta 125.000 unità ed è un’organizzazione paramilitare che risponde solo al leader supremo dell’Iran, Alì Khamenei. L’IRGC sovrintende il programma missilistico iraniano e le sue forze navali sono presenti nel Golfo Persico. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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