Funzionari cinesi redigono la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong

Pubblicato il 29 giugno 2020 alle 16:27 in Cina Hong Kong

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Un gruppo di alti funzionari cinesi si è riunito a Pechino, il 29 giugno, per l’ultima stesura della legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, che dovrebbe entrare in vigore entro il primo luglio. 

Un rappresentante di Hong Kong presso il Congresso Nazionale del Popolo Cinese ha revisionato la prima bozza del disegno di legge e ha rivelato che le persone che non rispetteranno questa norma potrebbero rischiare l’ergastolo. “Credo che la pena non debba essere di 3 o 10 anni di carcere”, ha dichiarato il delegato di Hong Kong, Ip Kwok-him. “Le leggi sulla sicurezza nazionale all’estero spesso hanno l’ergastolo come pena massima. Non vedo perché per noi non possa essere così”, ha aggiunto. Ip ha inoltre suggerito di applicare retroattivamente la legislazione, che è finalizzata a combattere “gli atti di sovversione, i tentativi di secessione, il terrorismo e le interferenze straniere”.

Sempre il 29 giugno, la polizia ha confermato che almeno 53 persone sono state arrestate durante una manifestazione contro l’ingerenza cinese nell’ex colonia britannica, domenica 28 giugno. In tale occasione, una folla di diverse centinaia di persone si è riunita a Mong Kok, nel distretto di Kowloon, mettendo in scena quella che doveva essere una “protesta silenziosa” contro la proposta di legge. Una serie di canti e slogan contro la polizia hanno fatto reagire gli ufficiali, che hanno usato spray al peperoncino per disperdere la folla. La polizia di ha dichiarato che i 53 individui arrestati sono accusati di riunione illegale. 

Inoltre, il 15 giugno un funzionario del governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha fornito alcuni chiarimenti su aspetti concernenti la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong. Il vice direttore dell’Ufficio per gli Affari di Hong Kong e Macao del Consiglio di Stato cinese, Deng Zhonghua, ha dichiarato che solamente un numero limitato di gravi casi in grado di danneggiare seriamente la sicurezza nazionale sarà di competenza del governo centrale di Pechino. Nonostante ciò, questi saranno processati in base allo stato di diritto vigente sull’isola. Deng ha rassicurato che, sebbene il governo centrale avrà competenza in merito a casi specifici, ciò non minerà l’indipendenza giudiziaria di cui gode Hong Kong.

La notizia che il governo cinese avesse intenzione di emanare una legge per rafforzare la sicurezza nazionale di Hong Kong, contro i tentativi di secessione, sovversione e terrorismo, è iniziata a circolare il 21 maggio. Il South China Morning Post, citando una fonte del governo, aveva rivelato che, secondo la Cina, sarebbe stato impossibile per il Consiglio Legislativo di Hong Kong approvare una norma sulla sicurezza nazionale, dato il clima politico nella città. Per questo, il governo di Carrie Lam si era rivolto al Congresso Nazionale del Popolo di Pechino, spingendolo ad assumersi tale responsabilità. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, l’Unione Europea e altri Paesi hanno subito espresso preoccupazione riguardo all’intenzione della Cina, ampiamente considerata come una possibile svolta per la città, che rappresenta uno dei principali centri finanziari del mondo, anche in forza della sua autonomia rispetto a Pechino. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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