Terrorismo: l’Europol presenta il nuovo report annuale

Pubblicato il 28 giugno 2020 alle 6:29 in Europa Italia

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Secondo l’ultimo report annuale sul terrorismo presentato dall’Europol, gli Stati membri dell’UE sono stati teatro di 119 attentati, hanno arrestato 1.004 sospetti terroristi e hanno perso 10 cittadini. 

Nello specifico, secondo il report sulla situazione e sui trend in materia di terrorismo, pubblicato lo scorso 23 giugno e facente riferimento ai dati del 2019, il numero complessivo degli attentati indica la somma degli attacchi sventati, di quelli riusciti e di quelli falliti in 13 Stati membri dell’UE. Il numero dei terroristi arrestati, invece, è il dato complessivo degli arresti avvenuti in 19 Paesi del blocco comunitario. I tre Paesi con il numero più alto di arresti sono stati l’Italia, la Spagna e il Regno Unito.  

Commentando i dati, la coordinatrice della squadra di lavoro della Commissione europea incaricata di sviluppare una Strategia unitaria per la sicurezza dell’Europa, Margaritis Schinas, ha dichiarato di ritenere che il terrorismo continui ad essere una minaccia per il mondo, per l’Europa, per i suoi cittadini, la sua sicurezza e il suo stile di vita. In tale contesto, Schinas ha sottolineato il bisogno di intensificare le misure antiterrorismo degli Stati membri, i quali dovranno altresì aumentare il grado di condivisione delle informazioni e di cooperazione tra le rispettive agenzie di sicurezza. Da parte sua, ha aggiunto Schinas, il gruppo di lavoro da lei coordinato sta lavorando per presentare nel breve periodo una nuova Strategia europea in materia di sicurezza, al fine di individuare le aree in cui l’UE potrà apportare maggiore valore alla sicurezza dei singoli Stati membri.  

Anche la Commissaria europea per l’Immigrazione, gli Affari Interni e la Cittadinanza, Ylva Johansson, ha commentato i dati presentati dall’Europol, dichiarando di ritenere che l’UE non possa permettersi di abbassare la guardia nella lotta al terrorismo, sia esso jihadista o di estrema destra.  

A tale riguardo, la direttrice dell’Europol, Catherine De Bolle, ha dichiarato che sebbene molti gruppi di estrema destra presenti sul territorio non abbiano ancora fatto ricorso alla violenza, questi continuano a contribuire alla disseminazione di un clima di paura e di intolleranza verso le minoranze presenti in Europa. In tale contesto, ha annunciato De Bolle, è in aumento il rischio che gli individui più radicalizzati impieghino la violenza contro beni o persone facenti parte delle minoranze, vittime, ad esempio, di retorica xenofoba, di odio nei confronti degli ebrei e dei musulmani, di propaganda antifemminista e anti-migratoria.  

In linea con quanto anticipato da De Bolle, il report dell’Europol segnala che quasi tutti i morti e i feriti per atti di terrorismo del 2019 sono stati causati da attacchi jihadisti. Solo una persona, nello specifico, è rimasta ferita a causa di un attentato estremista di destra, mentre sono solo alcuni i morti. 

Focalizzandosi sul terrorismo di estrema destra, l’Europol svela inoltre che se nel 2018 vi era stata una diminuzione degli attacchi riportati dagli Stati membri, nel 2019 il blocco comunitario è stato teatro di un nuovo aumento di attentati di estrema destra. Nello specifico, nel 2019 tre Paesi hanno confermato di essere stati teatro di un totale di 6 attacchi di estrema destra, di cui uno riuscito, uno fallito e quattro sventati. Nel 2018, vi era stato un solo attentato. In aggiunta, rivela l’Europol, vi sono altri attacchi che secondo il diritto interno dei Paesi coinvolti non sono classificabili come atti di terrorismo, ma che ciò nonostante hanno causato la morte di civili, come quelli denunciati dalla Germania. Inoltre, l’Agenzia di polizia dell’UE sottolinea che anche attacchi avvenuti al di fuori del blocco comunitario risultano connessi a fenomeni interni, essendo il terrorismo di estrema destra caratterizzato da una forte connessione internazionale tra i suoi membri. Un elemento comune a tutti i militanti, i quali presentano tuttavia numerose differenze, è la supremazia della razza bianca, la quale ritiene di dover combattere una guerra razziale” per fermare la “cospirazione del sistema” che mira a sostituire la popolazione bianca “attraverso l’immigrazione di massa” 

Passando al terrorismo jihadista, che nel 2019 ha causato attentati in otto Stati dell’UE, l’Europol ha concluso che la situazione in atto presso teatri di guerra al di fuori del territorio europeo influenzi i livelli di terrorismo registrati nel blocco comunitario. In particolare, sebbene lo Stato Islamico abbia perso i propri territori in Siria, rivela l’Agenzia di polizia dell’UE, l’ISIS continua a reggersi sulla solidità del suo network mondiale di affiliati. In aggiunta, sono diverse centinaia i cittadini europei legati allo Stato Islamico rimasti in Iraq e Siria. Non da ultimo, l’Europol ha rivelato che anche Al-Qaeda ha nuovamente mostrato la propria intensione di colpire obiettivi in Paesi occidentali 

Dopo aver analizzato il terrorismo di estrema destra e quello jihadista, il documento dell’Europol si concentra sull’estremismo di sinistra e sugli anarchici, i cui attacchi sono aumentati nel corso dell’anno, diventando 26 e raggiungendo i livelli registrati nel 2016 e nel 2017, dopo essere diminuiti nel 2018. La maggior parte degli attentati compiuti da estremisti di sinistra e dagli anarchici è avvenuta in Grecia, Italia e Spagna. Oltre al numero di attacchi, nel 2019 è risultato in crescita anche il dato sugli arresti, il quale si è circa triplicato rispetto agli anni precedenti, passando dai 34 del 2018 ai 111 del 2019. Tale cambiamento, ha aggiunto l’Agenzia di polizia dell’UE, è in parte derivante dall’aumento degli arresti in Italia. I principali obiettivi del terrorismo di estrema sinistra e degli anarchici sono le aziende private con infrastrutture critiche ed enti pubblici o governativi. In tale contesto, il fenomeno continua a rappresentare una minaccia per l’ordine pubblico in numerosi Stati dell’UE. Un elemento ricorrente della propaganda anarchica è stato il supporto della popolazione curda in Siria. A tale riguardo, l’Europol rivela che secondo le indagini delle agenzie di sicurezza dei Paesi europei, si stima che un certo numero di estremisti e anarchici si sia recato nel Nord-Est della Siria per unirsi alle milizie curde. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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