Soldato turco morto in Iraq

Pubblicato il 28 giugno 2020 alle 18:30 in Iraq Turchia

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Il Ministero della Difesa della Turchia ha comunicato che un soldato dell’esercito turco è morto negli scontri con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) in Iraq e ha aggiunto che le proprie forze hanno però “neutralizzato” un combattente curdo durante un’operazione congiunta dell’esercito con l’aviazione, nel Paese confinante, il 28 giugno.  

Il Ministero della Difesa turco ha poi ribadito che le operazioni contro quella che ha definito l’organizzazione “terroristica” del PKK, che conduce attacchi lungo il confine turco-iracheno, continueranno risolutamente. Con il termine “neutralizzare” le autorità di Ankara intendono dire che i suoi obiettivi si sono arresi oppure sono stati uccisi o catturati.

Dallo scorso 17 giugno, in seguito a 48 ore di bombardamenti contro circa 80 obiettivi del PKK, la Turchia ha lanciato un’offensiva aerea e terrestre detta “Artiglio di tigre”, con l’obiettivo contrastare quelli che Ankara definisce i “terroristi” del PKK, sia all’interno dei propri confini, sia in Iraq, luoghi in cui il Partito ha le sue basi. Da parte loro, i rappresentanti curdi hanno affermato che dall’inizio di tale operazione, sono morti almeno 5 civili nell’Iraq settentrionale ma Ankara ha replicato affermando che i propri obiettivi sono i militanti del PKK e che il suo esercito ha fatto il possibile per evitare vittime e attacchi tra i civili. Al momento, l’esercito turco sta combattendo i curdi principalmente nel Sud-Est della Turchia e nel Nord dell’Iraq.

Dal suo inizio, l’intervento di Ankara in Iraq è stato criticato su più fronti. Il governo di Baghdad ha richiamato l’ambasciatore turco in Iraq, Fatih Yildiz, ben due volte consegnandogli un memorandum di protesta contro Ankara, chiedendole di interrompere l’operazione. Yildiz ha però replicato che, se Baghdad non agirà contro i ribelli, Ankara continuerà a contrastare il PKK, “ovunque esso si trovi”. Lo scorso 26 giugno, in seguito all’ultimo intervento dell’operazione Artiglio di tigre, inoltre, la presidenza irachena, con a capo Barham Salih, ha esortato la Turchia a porre fine a tali ripetute operazioni militari in quanto esse violano la sovranità irachena e il suo spazio aereo, provocando la morte di civili disarmati. La prima vittima irachena causata dall’operazione turca risale allo scorso 19 giugno ed è avvenuta nel distretto di Bradost, nel governatorato di Dahuk, dove Ankara detiene più di 10 postazioni militari, istituite sin dal 1995.

In merito all’operazione turca in Iraq, lo scorso 17 giugno, da subito, gli Emirati Arabi Uniti  hanno accusato la Turchia di aver violato la sovranità irachena conducendo l’offensiva contro il PKK all’interno dei confini nazionali di Baghdad.

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan è un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda, ma attiva anche nel Kurdistan iracheno, ritenuta da Ankara, l’Unione Europea e gli Stati Uniti, un’organizzazione terroristica. Gli episodi di insorgenza del PKK in Turchia hanno avuto inizio già nel 1984, con l’obiettivo di rivendicare i diritti della minoranza curda nel Paese coinvolgendo anche i territori montuosi dell’Iraq settentrionale.  La Turchia sostiene che i curdi siano stati responsabili di circa 40.000 morti verificatesi durante gli scontri iniziati più di trenta anni fa.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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