Siria: uccisi 9 combattenti filo-iraniani

Pubblicato il 28 giugno 2020 alle 19:40 in Israele Siria

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L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHAR) ha affermato che almeno 9 combattenti sono stati uccisi durante un raid aereo nell’Est della Siria che aveva per obiettivo alcune posizioni delle milizie filo-iraniane in loco, domenica 28 giugno. Secondo il direttore del SOHAR, Rami Abdul Rahman, le vittime sarebbero  state per lo più di origine irachena e  Israele potrebbe essere il responsabile dei fatti, sebbene non abbia rilasciato alcun commento in merito.

Si è trattato del secondo raid aereo nelle ultime 24 ore indirizzato contro le posizioni delle milizie filo-iraniane che sostengono il regime siriano. Il giorno precedente, nel villaggio di al-Abbas, nei pressi del confine con l’Iraq, altri 6 combattenti, di cui 4 siriani, sono stati uccisi in un bombardamento aereo e anche in questo caso non è stato chiaro chi sia stato il responsabile ma il SOHAR sospetta si tratti di Israele. A tal proposito, la crescente efficacia degli attacchi ha destato preoccupazione tra le milizie iraniane che, temendo ciò sia dovuto all’infiltrazione di agenti israeliani tra le proprie fila, hanno arrestato almeno 4 persone sospettate di aver fornito informazioni al nemico.

Lo scorso 23 giugno, altri 2 soldati siriani e altri 5 membri delle milizie filo-iraniane erano morti nella regione di Sweida, a seguito del lancio di una serie di missili contro le aree meridionali ed orientali della Siria da parte di 4 aerei israeliani che, nella stessa giornata, avevano poi condotto altri attacchi contro l’area di Salamiyya, ad Est di Hama, nell’Ovest della Siria. In tale occasione, gli attacchi erano riusciti a colpire un carico di armi proveniente dall’Iran, alcuni siti missilistici e una fabbrica impiegata come deposito di armi e munizioni

Il 27 giugno, inoltre, l’agenzia semi ufficiale iraniana Tasnim ha riferito che di recente il comandante della Quds Force iraniana, Esmail Qaani, si è recato ad Abu Kamal, nella Siria orientale, e durante la sua permanenza ha accusato gli Stati Uniti e il loro alleato Israele di sostenere lo Stato Islamico la cui stessa gestione, a sua detta, dipenderebbe dai due Paesi.

Dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, dove ha cercato di colpire i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ossia l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A loro volta, l’Iran e Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, iniziata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Israele vuole frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, soprattutto perché Teheran starebbe cercando di creare nel Paese una propria base militare permanente, rappresentando quindi una grande minaccia. In tale quadro, gli attacchi aerei israeliani sarebbero un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah, attivo a Sud di Damasco, che è sostenuto dall’Iran, il quale, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare al gruppo libanese armi e munizioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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