Micheal Martin è il nuovo premier irlandese

Pubblicato il 28 giugno 2020 alle 9:12 in Europa Irlanda

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Il parlamento irlandese ha nominato il leader del partito di centro-destra Fianna Fáil, Micheal Martin, nuovo primo ministro del Paese, il 27 giugno. L’esecutivo che guiderà è stato formato dopo oltre 4 mesi di negoziati, alla fine dei quali è stata raggiunta un’alleanza composta da i due storici partiti di centro-destra rivali , Fianna Fáil e Fine Gael, guidato da Leo Varadkar, premier uscente, e il Green Party. Dal 1922, ossia dalla nascita della Repubblica d’Irlanda, i due partiti di centro-destra si sono sempre alternati al governo ma stavolta un accordo si è rivelato necessario per impedire l’ascesa del partito nazionalista di centro-sinistra Sinn Fein e della sua leader Mary Lou McDonald.

L’intesa raggiunta dalla coalizione al governo prevede che Martin resterà primo ministro per due anni e mezzo, alla fine dei quali si alternerà con quello che sarà il leader di Fine Gael che guiderà la seconda metà del mandato. Oltre all’accordo tra gli storici partiti rivali, la formazione del nuovo governo è stata possibile grazie alla presenza del Green Party che il 26 giugno ha votato in favore della sua entrata nella coalizione, dopo aver ottenuto concessioni su iniziative ambientaliste quali, la riduzione delle emissioni di carbonio del 7% entro il 2030, un aumento della tassa sulla CO2, incentivi al trasporto pubblico e la realizzazione di infrastrutture pedonali e ciclabili.

Per la nuova coalizione di governo si preannuncia un periodo di sfide caratterizzato dalle ripercussioni dell’abbandono del mercato unico europeo da parte del Regno Unito, dalla crisi sanitaria e da quella abitativa.  Martin ha affermato che il compito più difficile che spetterà al suo esecutivo sarà quello di rispondere agli effetti della pandemia di coronavirus, ma ha anche ribadito che l’Irlanda si è sempre dimostrata in grado di affrontare le più ardue sfide e anche stavolta non farà un’eccezione.

Al momento, Dublino sta affrontando una grave crisi economica, in cui il 26% della popolazione è temporaneamente o permanentemente disoccupata e per tali ragioni già dal prossimo mese è in programma l’elaborazione di un pacchetto di incentivi economici per i settori più colpiti dalle misure di isolamento. In passato, Martin ha fatto parte dell’esecutivo irlandese che ha guidato il Paese negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008 e che ha richiesto l’intervento di bailout del Fondo Monetario Internazionale (IMF) e dell’Unione Europea (UE) nel 2010, costatogli una dura sconfitta alle elezioni del 2011.

Durante il discorso di accettazione della nomina, Martin ha dichiarato che essere stato eletto come leader politico in una repubblica libera è l’onore più grande che si possa ricevere. Il 59enne neo premier è stato membro del parlamento irlandese per 30 anni ed è il leader di Fianna Fáil dal 2011. Nonostante sia considerato un conservatore, il primo ministro irlandese ha sostenuto l’organizzazione di referendum per questioni quali i matrimoni omosessuali e l’aborto, abbracciando posizioni più liberali che rispecchiano una tendenza in atto nel Paese ma trovando, al contempo, forte opposizione tra i membri più conservatori del suo partito e tra i suoi sostenitori in generale.

I risultati delle elezioni dello scorso 8 febbraio hanno portato un cambiamento importante nello scenario della politica irlandese. Dei 160 seggi da eleggere, nessun contendente ha raggiunto le 80 preferenze necessarie a delineare un chiaro partito di maggioranza ma il numero maggiore di voti li ha ottenuti proprio Sinn Fein, arrivando a controllare 37 seggi e a rompere lo storico bipartitismo irlandese di Fianna Fáil, anch’esso con 37 sedute, e Fine Gael, che ne ha ottenute sole 35. Secondo il New York Times, nel lungo termine, l’ascesa di Sinn Fein alle scorse elezioni e una sua alleanza con i partiti di sinistra e centro-sinistra potrebbero promuovere il riallineamento della politica irlandese su una più convenzionale divisione tra destra e sinistra.

Il partito nazionalista di centro-sinistra Sinn Fein si è formato a latere dell’Irish Republican Army (IRA), ossia l’organizzazione militare che combatté nella Guerra d’indipendenza contro la Gran Bretagna in qualità di forza armata ufficiale, occupandosi di propaganda indipendentista. Alle scorse elezioni ha proposto come obiettivo quello di riportare l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito, in Irlanda e ha raggiunto un successo inaspettato.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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