Elezioni in Malawi: Chakwera nuovo presidente, vittoria democratica

Pubblicato il 28 giugno 2020 alle 10:55 in Africa Malawi

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Il leader dell’opposizione, Lazarus Chakwera, è stato dichiarato il vincitore delle elezioni presidenziali in Malawi, nella sera del 27 giugno. La sua nomina è stata definita da molti un “trionfo per la democrazia in Africa”, in quanto Chakwera ha vinto una tornata elettorale tenutasi il 23 giugno scorso, in seguito all’annullamento delle precedenti votazioni del 21 maggio 2019, che avevano visto il trionfo dell’ormai ex capo di Stato, Peter Mutharika.

Il presidente della Commissione elettorale del Paese, Chifundo Kachale, ha annunciato che Chakwera ha ottenuto il 58,57% delle preferenze e quindi la maggioranza necessaria a battere il suo opponente. Il 65enne sarà presidente del Malawi e dei suoi 18 milioni di abitanti per i prossimi cinque anni. Dalla sua roccaforte elettorale, la capitale Lilongwe, il 65enne neo capo di Stato ha definito la propria nomina una vittoria per la democrazia e la giustizia, accolta con grandi celebrazioni popolari nella città.

Il Malawi ha cambiato presidente dopo la sconfitta di Mutharika che aveva detenuto il ruolo dal 2014 e che dovrà scegliere se sottoporre ad un tribunale i risultati elettorali o farsi da parte. Nella stessa giornata del 27 giugno, prima dello spoglio elettorale, l’ormai ex leader 79enne del Malawi aveva affermato che, durante le votazioni del 23 giugno, si erano verificate irregolarità e scorrettezze, tra cui violenze e intimidazioni ai danni dei propri osservatori elettorali. Tali accuse sono state però smentite sia dalla Commissione elettorale, sia dall’opposizione.

Lo scorso 3 febbraio, la magistratura del Malawi aveva annullato i risultati delle elezioni del 21 maggio 2019, con le quali l’ormai ex presidente era stato riconfermato con il 38,57% dei voti, a causa di irregolarità, disponendo la ripetizione del voto. In tale occasione, Chakwera aveva, invece, ottenuto il 35,41% delle preferenze e un terzo contendente, Saulos Chillima, il 20,24%, entrambi avevano respinto i risultati e chiesto l’annullamento delle votazioni. Tutto ciò, oltre all’annullamento del voto, aveva portato all’attuazione di modifiche nel sistema elettorale che, in precedenza, prevedeva che il vincitore fosse semplicemente colui che otteneva più voti ma che, adesso, richiede una vittoria con oltre il 50% dei voti.

Il verdetto del 3 febbraio, che aveva avuto risonanza su tutto il continente, ha reso il Malawi il secondo Paese dell’Africa sub-sahariana, dopo il Kenya nel 2017, a mettere in discussione e annullare i risultati di un’elezione presidenziale. L’opposizione della magistratura del Malawi al presidente è stata ritenuta un caso raro in cui giudici africani hanno sfidato il potere dell’esecutivo e, per tale motivo, molti analisti hanno considerato il voto del 23 giugno un test per la capacità dei tribunali africani di combattere brogli elettorali e limitare il potere presidenziale. A causa della diffusione del coronavirus, tuttavia, non vi sono stati osservatori internazionali che hanno supervisionato il voto ma quelli locali ne hanno confermato la libertà e regolarità.

Il Malawi è stato sotto il dominio inglese fino al 1964, quando ha conquistato l’indipendenza. Dopo un iniziale periodo di stabilità economica e sociale, il debito del governo è iniziato a salire e la povertà ad aumentare. Circa i tre quarti della popolazione del Malawi vivono oggi sotto la soglia di povertà, ossia con meno di 1,25 dollari al giorno. La ricchezza, frutto principalmente all’attività agricola, è concentrata nelle mani delle élite dominanti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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