Asinoterapia, il rimedio che combatte lo stress degli operatori sanitari in Spagna

Pubblicato il 28 giugno 2020 alle 6:10 in Europa Spagna

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“Interagire con gli asini mi aiuta a rilassarmi”, dice Cristina, una dipendente dell’ospedale di Huelva. L’associazione El Burrito Feliz (L’Asino Felice, in italiano) ha lanciato una campagna per gli operatori sanitari per ridurre lo stress causato dagli intensi ritmi di lavoro e dalla pressione di questa pandemia.

Si chiama onoterapia, o asinoterapia, ed è un tipo di pet therapy diffusa inizialmente in Francia, Stati Uniti d’America e Svizzera, praticata utilizzando gli asini.

I proprietari di una fattoria di asini di Huelva hanno pensato a come poter ringraziare gli operatori sanitari per il loro duro lavoro e per aver rischiato la propria vita giorno dopo giorno lavorando in prima linea nella lotta contro il coronavirus e sono giunti alla conclusione che forse i loro asini Magallanes, Chiclana o Gael potrebbero essere un “trattamento anti-stress” per aiutarli a combattere il forte stress emotivo cui sono stati sottoposti durante la crisi sanitaria. È così che è stato offerto loro di partecipare al progetto Doctor Burro, un’iniziativa dell’associazione El Burrito Feliz.

Doctor Burro è un’idea come idea per ripagare, almeno in parte, il debito che abbiamo con il personale sanitario, con tutte le persone che lavorano in un ospedale, i custodi, i conducenti di ambulanze, che hanno lavorato e continuare a lavorare duramente contro questa pandemia di COVID-19″, afferma Luis Manuel Bejarano, presidente dell’associazione El Burrito Feliz.  

Cristina, una lavoratrice dell’ospedale Huelva, crede che l’interazione con gli asini la aiuti a rilassarsi . “Essere qui in questa atmosfera, nei boschi di Doñana, nei boschi di Hinojos, nel Parco di Doñana, è davvero bellissimo.” Un’altra dipendente dell’ospedale, la dott.ssa Teresa Lozano, ha verificato da sé che la terapia di Doctor Burro l’ha aiutata a superare “la paura e l’incertezza” a cui è stata sottoposta negli ultimi giorni a causa della pandemia di COVID -19.

Le attività svolte dall’associazione sono completamente gratuite e sebbene sostenere gli oltre 20 asini della fattoria sia molto costoso, garantisce che solo il 20% delle spese viene ricavato attraverso “piccole donazioni” di privati che decidono di “adottare” gli animali.

In totale ci sono 21 asini che compongono questa iniziativa. Tra questi ci sono Magallanes, che secondo Bejarano è un asino “con un dono speciale” e si occupa infatti di visitare i malati di Alzheimer nelle case di cura; Orejitas, la più protettiva del gruppo e Dinio, di 6 anni, che viene dalle Canarie ed è un “latinlover”, è infatti il padre di quasi tutti gli altri asini.

Sebbene gli asini siano popolarmente conosciuti come testardi, o addirittura ottusi, gli zoologi hanno un’opinione diversa. L’asino è un animale estremamente intelligente ed è in grado di stabilire forti legami emotivi con i suoi proprietari. Secondo l’associazione, il progetto Doctor Burro è stato utilizzato anche con diversi gruppi di pazienti affetti da malattie croniche come la fibromialgia, con ottimi risultati.

Secondo il presidente dell’associazione, l’obiettivo principale del progetto è far sì che il personale sanitario raggiunga la “deprogrammazione” e quindi si disconnetta dai propri impegni lavorativi quotidiani, almeno per alcune ore.

Come nel libro di Juan Ramón Jiménez, Platero e io, coloro che decidono di entrare in questa esperienza la apprezzeranno tanto o più del suo protagonista.

“Io tratto Platero come se fosse un bambino. Lui capisce bene che lo amo, e non prova rancore nei miei confronti. Mi assomiglia talmente tanto che sono arrivato a credere che faccia i miei stessi sogni […] Non si lamenta di nulla. So di essere la sua felicità”, narrava Jiménez. Sicuramente anche per gli operatori sanitari ora questi quadrupedi faranno parte della loro felicità.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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