La Cina dispiega altre truppe al confine con l’India

Pubblicato il 27 giugno 2020 alle 6:01 in Cina India

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La Cina ha dispiegato un gran numero di soldati lungo il confine conteso con l’India in Himalaya, in violazione degli accordi bilaterali, secondo il Ministero degli Esteri indiano.

Le autorità indiane hanno quindi accusato Pechino di aumentare le tensioni nella regione, in cui ha avuto luogo uno scontro mortale il 15 giugno. “Il cuore della questione è che dall’inizio di maggio, la parte cinese ha accumulato un grande contingente di truppe e armamenti lungo il confine”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Anurag Srivastava, in un briefing, tenutosi il 25 giugno. Srivastava ha affermato che “ciò non è conforme alle disposizioni dei nostri accordi bilaterali”, facendo riferimento ad un trattato del 1993 che prevede che entrambe le parti mantengano dispiegamenti limitati alle frontiere.

A partire dal 25 giugno, l’India ha quindi previsto lo stanziamento dei propri soldati, a causa delle decisioni cinesi. “La pace e la tranquillità nelle aree di confine sono alla base delle nostre relazioni bilaterali”, ha aggiunto Srivastava, chiedendo alla Cina di continuare a impegnarsi nel raffreddare le tensioni. “Un proseguimento della situazione attuale non farebbe altro che peggiorare l’atmosfera”, ha dichiarato il rappresentante indiano. Da parte sua, il 24 giugno, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha affermato che la responsabilità degli scontri sino-indiani, avvenuti lungo la Linea di Controllo Effettivo (LAC) lo scorso 15 giugno, che hanno causato la morte di 20 soldati di Nuova Delhi, è da attribuire in toto alla parte indiana. La dichiarazione è arrivata due giorni dopo gli accordi presi dai rispettivi capi militari per avviare il disimpegno delle forze armate lungo il confine.

Nonostante tale intesa, inoltre, le parti sembrerebbero impegnate a rafforzare la rispettiva potenza militare al confine, come mostrato da immagini satellitari diffuse da Reuters il 25 giugno e da una richiesta di fornitura militare indiana alla Russia, il 23 giugno. Il 25 giugno, Reuters ha pubblicato alle immagini scattate lunedì 22 giugno dall’azienda spaziale americana Maxar Technologies in cui sono raffigurate strutture cinesi erette su un appezzamento che si affaccia sul fiume Galwan. Potrebbe trattarsi di un nuovo accampamento in fase di costruzione in cui sono stati eretti muri e barricate che immagini precedentemente scattate non mostravano.  Anche l’India avrebbe barriere difensive ancora erette ma, secondo Reuters, sembrerebbe aver ridotto le dimensioni di un avamposto nell’area rispetto al mese precedente.

Nonostante ciò, il 23 giugno, il ministero della difesa indiano, Rajnath Singh, durante una visita a Mosca, ha chiesto al Paese di accelerare la consegna del sistema missilistico di difesa aerea S-400, che insieme agli aerei da combattimento ad alta quota che l’India già possiede potrebbe rappresentare una minaccia per l’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) cinese.  Nuova Delhi ha investito 5,2 miliardi di dollari per tale fornitura che le sarebbe dovuta essere consegnata entro dicembre 2021 e che è stata posticipata a causa del coronavirus. L’India, essendo l’unico Paese confinante nelle condizioni per farlo, sta cercando di pareggiare la capacità di difesa aerea cinese, che già dispone del sistema S-400 dal 2018.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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