Grande diga africana:l’Etiopia non la riempirà senza un accordo

Pubblicato il 27 giugno 2020 alle 8:56 in Egitto Etiopia Sudan

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I leader di Egitto, Sudan ed Etiopia hanno concordato che il riempimento della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) sul Nilo Azzurro avverrà solamente in seguito al raggiungimento di un accordo tra i tre Paesi, auspicato entro le prossime due settimane. L’annuncio è giunto nella sera del 26 giugno, in seguito ad un loro incontro in videoconferenza mediato dall’Unione Africana (UA) e dal suo presidente ad interim, nonché capo di Stato sudafricano, Cyril Ramaphosa. Il presidente della Commissione dell’UA, Moussa Faki Mahama, ha poi comunicato che il processo di risoluzione delle controversie tra i tre Paesi africani legate alla GERD sarà guidato dalla stessa UA.

Il Ministero degli Esteri dell’Etiopia ha commentato i negoziati definendoli “fruttuosi”, senza, tuttavia, aggiungere dettagli. Il presidente egiziano, Abdel-Fattah al-Sisi, ha invece rilasciato una dichiarazione in cui ha sottolineato l’importanza del ritorno ai negoziati e dell’impegno etiope a non agire unilateralmente. Infine, il primo ministro sudanese, Abdalla Hamdok, ha dichiarato che l’impasse nei negoziati è stata attenuata e che il dialogo procederà attraverso una commissione tecnica, il cui obiettivo sarà quello di giungere ad un accordo entro due settimane. Hamdok ha poi sottolineato che la propria Nazione potrebbe essere uno dei maggiori beneficiari della GERD se i negoziati andassero a buon fine così come uno tra gli attori più a rischio se invece non venisse raggiunto un accordo.

Nelle scorse settimane, il dialogo tra i tre Paesi era giunto ad una situazione di stallo in cui l’Etiopia si era detta determinata a riempire la GERD nel mese di luglio, in corrispondenza con l’arrivo della stagione delle piogge, anche senza aver raggiunto un accordo con Il Cairo e Khartoum. Una tale mossa potrebbe provocare una situazione di tensioni critiche e risultare in un conflitto, visto l’accenno di Egitto ed Etiopia all’impiego di mezzi militari per difendere i propri interessi. Questo aveva portato ad appelli alla risoluzione espressi dalla Lega Araba e dallo stesso Sudan, così come all’invocazione delle Nazioni Unite da parte egiziana.

L’Etiopia ha spesso descritto il progetto della GERD come un’ancora di salvezza che potrebbe sollevare milioni di africani dalla povertà. Da parte sua, l’Egitto teme invece che la sua messa in opera possa inficiare la disponibilità di risorse idriche per la propria popolazione, che dipendono per il 90% dalle acque del Nilo, il cui maggior affluente, insieme al Nilo Bianco, è proprio il Nilo Azzurro, sul quale è stata edificata la GERD. Anche le riserve idriche del Sudan dipendono da tale fiume e Khartoum ha quindi cercato di far giungere gli altri due Paesi ad una mediazione, dopo il fallimento di un tentativo di negoziati a guida statunitense dello scorso febbraio.

La GERD dovrebbe diventare il più grande sistema idroelettrico africano, in grado di generare oltre 6.000 megawatt di elettricità. Per la sua realizzazione, al momento arrivata al 70%, è stato previsto l’impiego di 4,6 miliardi di dollari. Prima che la diga venga messa in funzione, l’Egitto vuole assicurarsi l’implementazione di un accordo legalmente vincolante in grado di garantire l’assicurazione di un flusso minimo e la creazione di un meccanismo di risoluzione di eventuali dispute che potrebbero emergere in futuro. L’Etiopia, invece, rivendica diritto assoluto sul Nilo Azzurro, in quanto il suo corso nasce e attraversa il proprio territorio.

Due trattati stipulati con la Gran Bretagna nel 1929 e nel 1959 regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti. In base ad essi, all’Egitto spetta il diritto sul 75% dell’afflusso idrico annuale del fiume nonché il diritto di veto su qualsiasi progetto riguardante i suoi affluenti, anche in altri Paesi. Il  Nilo Azzurro si origina nell’Altopiano Etiopico, presso il lago Tana e si unisce al Nilo Bianco in Sudan, formando il Nilo. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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