USA-NATO: incontro sul futuro delle truppe statunitensi in Europa

Pubblicato il 26 giugno 2020 alle 16:54 in NATO USA e Canada

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Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha rassicurato gli alleati della NATO che Washington consulterà tutte le parti prima di decidere eventuali movimenti di truppe nel prossimo futuro. La dichiarazione è stata rilasciata, venerdì 26 giugno, dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha colto di sorpresa i partner dell’alleanza militare annunciando il ritiro di migliaia di membri del personale dalla Germania.

Venerdì 26 giugno, il capo del Pentagono ha effettuato una breve visita di persona al quartier generale della NATO, a Bruxelles. Lincontro è stato organizzato in seguito alle preoccupazioni espresse da diversi ministri della Difesa dei Paesi alleati, allarmati dall’imprevedibilità dei piani delle truppe statunitensi in Europa. “Sono lieto che gli Stati Uniti si stiano consultando con gli alleati e vogliamo chiarire che l’impegno di Washington nei confronti della sicurezza europea rimane forte”, ha dichiarato il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, in una dichiarazione video prima dei colloqui frontali con Esper.

Il 16 giugno, Trump aveva dichiarato di voler ridurre in maniera significativa il numero delle truppe impegnate in Germania, portandole da 34.500 a 25.000. Nello specifico, secondo quanto rivelato dalla rivista Foreign Policy, il capo della Casa Bianca aveva definito “insensato” il fatto che Washington continuasse a difendere Berlino nonostante i ritardi di quest’ultima nell’adempimento dei suoi obblighi. Il riferimento riguardava il mancato rispetto, da parte della Germania, del tetto di spesa militare, destinato alla NATO, deciso dai membri dell’Alleanza Atlantica nel 2014, ovvero il 2% del PIL.Alcunimembri del partito di Trump, tuttavia, hanno criticato la mossa, definendola un dono alla Russia e un rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. La Germania rappresenta un partner strategico importante per le operazioni statunitensi in Medio Oriente e Nord Africa. Secondo le rivelazioni del presidente USA, le truppe potrebbero essere trasferite in Polonia.

Dopo le accuse, Trump aveva dichiarato che la Germania si stava comportando da “delinquente” per non voler dedicare la parte prefissata del suo budget alla spesa per la difesa nellambito della NATO. Venerdì, Esper ha ribadito il messaggio, affermando, con toni più pacati: “Continuo a sollecitare tutti i nostri alleati a raggiungere il loro obiettivo del 2% del PIL. Abbiamo ottenuti buoni risultati negli ultimi anni ma c’è molto, molto di più che dobbiamo fare per garantire la nostra sicurezza collettiva”, ha aggiunto.

Il giorno prima, giovedì 25 giugno, anche il segretario di Stato Mike Pompeo aveva preso di mira la Germania. “Riteniamo che la Russia sia una seria minaccia. Spendere l’1% del PIL in difesa, come fa la Germania, ci fa pensare che il Paese potrebbe non prendere per seria la minaccia, come invece fanno gli Stati Uniti d’America, aveva affermato Pompeo, sottolineando: “Questa situazione non dimostra la determinazione che il presidente russo Vladimir Putin dovrebbe vedere dalla Germania”.

Secondo i dati NATO, quest’anno la Germania ha assegnato l’1,38% del PIL alla Difesa. Berlino mira a raggiungere l’1,5% entro il 2024 e insiste sul fatto che questo livello di spesa le consentirà comunque di raggiungere tutti gli obiettivi dellAlleanza. Gli Stati Uniti, impegnando circa il 3,4% del loro PIL, spendono di più in difesa di tutti gli altri 29 alleati.

In una dichiarazione dopo i colloqui con Esper, Stoltenberg ha sottolineato che “la presenza militare degli Stati Uniti in Europa è importante per l’Europa, ed è importante anche per il Nord America, perché solo lavorando insieme possiamo affrontare le grandi sfide che ci si pongono davanti”. Sull’Afghanistan, dove la NATO guida dal 2003 gli sforzi per raggiungere la sicurezza e ha da poco deciso di ritirare le sue truppe, in linea con un accordo di pace negoziato tra Stati Uniti e i talebani, Stoltenberg ha sottolineato che l’alleanza “continuerà ad adeguare la sua presenza” e che questo sarà ” fatto in stretto coordinamento con tutti gli alleati e i partner “.

Secondo le stime rivelate dall’ultimo report del Pentagono sul dispiegamento delle truppe all’estero, facente riferimento alla situazione al 31 marzo 2020, in Germania vi sono circa 34.674 militari, di cui 20.774 dell’Esercito e 12.980 dell’Aviazione. In aggiunta, circa 19.000 civili statunitensi sono impiegati per fornire supporto alle Forze Armate e anche questo numero, in linea con il taglio dei militari, potrà dover scendere. Prevalentemente, i militari statunitensi si trovano in Germania per prestare servizio nelle basi degli Stati Uniti, come la Ramstein Air Base, utilizzata per le operazioni in Medio Oriente e in Africa, il Landstuhl Regional Medical Center, utilizzato in passato per curare i militari feriti in Iraq e Afghanistan e non da ultimo, a Stoccarda, i quartieri generali del Comando europeo e di quello africano degli Stati Uniti. La Germania ospita anche i quartieri generali dell’Esercito statunitense che presta servizio in Europa, a Wiesbaden, oltre ad essere la sede di una base di aerei caccia F-16, a Spangdahlem, e della più grande struttura di addestramento della NATO in Europa, la Grafenwoehr Training Area.   

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Chiara Gentili

di Redazione

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