USA-Germania: Trump annuncia probabile trasferimento delle truppe in Polonia

Pubblicato il 25 giugno 2020 alle 9:15 in Polonia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato il suo omologo polacco, Andrzej Duda, alla Casa Bianca. Al termine del vertice, il capo di Stato statunitense ha annunciato il possibile trasferimento in Polonia di alcuni dei 9.500 soldati che pianifica di ritirare dalla Germania, dichiarando che Varsavia è disposta a pagare per ricevere le truppe.  

È quanto rivelato, mercoledì 24 giugno, da Politico, il quale ha altresì sottolineato che la visita di Duda è giunta a solo quattro giorni di distanza dalle elezioni presidenziali e, per tale ragione, aveva attirato le critiche dei Democratici, i quali ritengono che sia stato un tentativo per incrementare i propri consensi. 

Tuttavia, sottolinea Politico, il mancato raggiungimento di un accordo finale sull’intenzione della Polonia di ricevere più soldati statunitensi di quanto inizialmente preventivato potrebbe essere considerato un fallimento su cui poter insistere negli ultimi giorni di campagna elettorale.  

Negli ultimi anni, la Polonia ha già acquistato dagli Stati Uniti diversi sistemi di difesa missilistica Patriot e razzi di artiglieria HIMARS (High Mobility Artillery Rocket Systems). Il Paese aveva annunciato nel 2016 un piano di approvvigionamento pari a circa 50 miliardi di dollari da spendere per lo più in armi made in USA e nella modernizzazione dei sistemi di comando e controllo. Il 12 giugno 2019, la Polonia e gli Stati Uniti avevano siglato un accordo di cooperazione in materia militare. In base a tale documento, Trump e il suo omologo polacco avevano concordato l’invio a Varsavia di ulteriori 1.000 soldati americani, portando il totale a 5.500. Successivamente, il 23 settembre, Trump e Duda avevano individuato i luoghi che verranno presidiati dalle 1.000 unità americane aggiuntive, elemento che in precedenza non era ancora stato affrontato dai due capi di Stato. In aggiunta, grazie all’accordo, il fianco orientale della NATO sta ricevendo a sua volta nuove capacità di difesa e deterrenza. 

Per quanto riguarda invece il ritiro delle truppe dalla Germania, questo è stato confermato da Trump lo scorso 16 giugno, quando aveva dichiarato di trovare insensato che Washington difenda Berlino sebbene questa sia morosa. In particolare, Trump faceva riferimento al mancato rispetto da parte della Germania del tetto di spesa militare per la NATO deciso dai membri dell’Alleanza Atlantica, ovvero il 2% del PIL. Per tale ragione, aveva confermato il presidente degli Stati Uniti, i militari inviati in Germania diventeranno 25.000. 

Secondo le stime rivelate dall’ultimo report del Pentagono sul dispiegamento delle truppe all’estero, facente riferimento alla situazione al 31 marzo 2020, in Germania vi sono circa 34.674 militari, di cui 20.774 dell’Esercito e 12.980 dell’Aviazione. In aggiunta, circa 19.000 civili statunitensi sono impiegati per fornire supporto alle Forze Armate e anche questo numero, in linea con il taglio dei militari, potrà dover scendere. Prevalentemente, i militari statunitensi si trovano in Germania per prestare servizio nelle basi degli Stati Uniti, come la Ramstein Air Base, utilizzata per le operazioni in Medio Oriente e in Africa, il Landstuhl Regional Medical Center, utilizzato in passato per curare i militari feriti in Iraq e Afghanistan e non da ultimo, a Stoccarda, i quartieri generali del Comando europeo e di quello africano degli Stati Uniti. La Germania ospita anche i quartieri generali dell’Esercito statunitense che presta servizio in Europa, a Wiesbaden, oltre ad essere la sede di una base di aerei caccia F-16, a Spangdahlem, e della più grande struttura di addestramento della NATO in Europa, la Grafenwoehr Training Area.    

Nel corso degli anni della presidenza di Trump, le relazioni tra Washington e Berlino sono state messe alla prova in più occasioni. Lo stesso ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, ha riconosciuto, poco prima dell’annuncio del ritiro delle truppe, di attraversare una fase complicata delle relazioni con gli Stati Uniti.  Da parte sua, il presidente statunitense ha chiesto più volte alla Germania di aumentare la propria spesa militare, accusandola di dipendere eccessivamente dalla Russia per quanto riguarda il suo approvvigionamento energetico. Tuttavia, secondo  un rapporto pubblicato dall’International Peace Research Institute (SIPRI) di Stoccolma, lo scorso 27 aprile, la Germania ha, nel 2019, aumentato gli investimenti del 10% nel settore difesa arrivando a 49,3 miliardi di dollari. Ciò non è però bastato ad allentare le tensioni.    

La Polonia, invece, è tra i Paesi della NATO che spendono più del 2% del PIL in difesa. Nel 2017, Varsavia ha deciso di aumentare gradualmente la spesa per la difesa passando dal 2 al 2,5% del suo prodotto interno lordo. Ciò significa che la spesa annuale dovrebbe raddoppiare a circa 80 miliardi di zloty (21 miliardi di dollari) entro il 2032. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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