L’Egitto prepara un piano di investimenti per supportare la crescita

Pubblicato il 25 giugno 2020 alle 9:55 in Africa Egitto

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L’Egitto sta preparando un piano di investimenti espansionistico per concentrarsi sui settori più promettenti, al fine di supportare i risultati economici raggiunti e offrire nuove opportunità di lavoro, ha dichiarato il Ministro della Pianificazione, Hala El-Said, il 24 giugno. A tal proposito, El-Said ha aggiunto che i successi del Paese in ambito economico sono dovuti alla cooperazione positiva tra le autorità legislative ed esecutive, così come alla collaborazione del popolo egiziano.

Il ministro del Cairo ha poi commentato che, a causa della pandemia di Covid-19, il mondo sarà testimone di molte variabili. Nel dettaglio, ciò fa riferimento alle attuali aspettative economiche, che prevedono una riduzione dei tassi di crescita globali del 7%, e del commercio e degli investimenti di almeno il 30%. Parallelamente, le stime ipotizzano un aumento del tasso di povertà e disoccupazione. Ciò nonostante, nel caso specifico dell’Egitto, a partire da marzo 2020 il tasso di disoccupazione non ha superato il 7,5%, un calo significativo rispetto agli anni precedenti.

Inoltre, El-Said ha spiegato che le aspettative degli attuali piani di sviluppo del Paese sono da inquadrare in un contesto di coesistenza con la pandemia anche in futuro. “L’Egitto sta seguendo due scenari per i tassi di crescita, il primo scenario prevede che la pandemia scomparirà alla fine di giugno, e l’altro è basato sulla sua fine a dicembre 2020”, ha affermato il ministro della Pianificazione, evidenziando infine il progresso dell’Egitto nell’indice globale della conoscenza da 99 a 82, e la propria posizione, undicesimo nel mondo e primo in Africa, nell’indice delle tecnologie emergenti.

L’Egitto ha raggiunto uno dei tassi di crescita economica più alti tra i Paesi emergenti durante l’anno 2018, pari al 5,6%, un progresso importante rispetto al precedente 2,3% registrato tra il 2011 e il 2014, mantenuto anche durante il primo trimestre del 2019. La crescita è stata trainata da un programma di stabilizzazione macroeconomica che ha generato un solido avanzo di bilancio primario, riducendo il rapporto debito-PIL e ricostituendo le riserve. In tal senso, il governo del Cairo si è impegnato ad attuare riforme che hanno generato efficaci miglioramenti soprattutto nel settore manifatturiero e turistico. Nello specifico, le attività estrattive di gas, il turismo, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, il settore immobiliare e l’edilizia sono stati i principali motori della crescita prima della crisi legata al coronavirus. Ciò ha contribuito a ridurre il tasso di disoccupazione al 7,5% nel quarto trimestre del 2019, dal 9,9% del 2018.

Tuttavia, nel Paese permangono alcune vulnerabilità, tra cui lo scarso rendimento di esportazioni e investimenti diretti esteri, i quali sono stati aggravati dalle ripercussioni della pandemia di coronavirus. L’emergenza sanitaria ha sottolineato l’urgenza, per il Cairo, di risolvere le sfide strutturali al fine di salvaguardare una ripresa sostenuta, che dovrebbe concentrarsi sull’affrontare i vincoli del contesto imprenditoriale, migliorando al contempo la mobilitazione delle entrate per creare lo spazio fiscale necessario per investire di più nel capitale umano.

Nonostante la previsione di una graduale ripresa di consumi privati e investimenti, la pandemia dovrebbe ostacolare la crescita attraverso i propri effetti sulla produzione e sulle esportazioni. I settori chiave, come il turismo e il gas naturale, dovrebbero registrare un rallentamento a causa dei viaggi internazionali limitati e del crollo dei prezzi del petrolio. A tal proposito, le risposte politiche messe in atto prevedono il taglio del tasso di politica monetaria di 300 punti base, misure di tolleranza sul credito e segnali di stimolo fiscale nel bilancio dell’anno fiscale 2020-21. In caso di interruzioni prolungate, l’impatto dovrebbe incidere sulla disponibilità dei prodotti finali e portare a una nuova ondata di inflazione, sfidando così la ripresa del potere d’acquisto delle famiglie. Il tasso di povertà, che dovrebbe rimanere elevato al 27%, in riferimento alla linea di povertà internazionale di 3,20 dollari, potrebbe inoltre aumentare ulteriormente.

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Mariela Langone

di Redazione

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