L’Algeria progetta di costruire una base militare al confine con il Marocco

Pubblicato il 25 giugno 2020 alle 11:57 in Algeria Marocco

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Secondo i media locali, le autorità algerine stanno progettando di costruire una base militare al confine occidentale con il Marocco. Nel riportare la notizia, il 24 giugno, le agenzie stampa Echorouk e TSA hanno citato alcune fonti informate sulla situazione, in quanto non è stato rilasciato alcun commento ufficiale.

Se confermata, tale decisione giunge quasi un mese dopo l’annuncio, da parte delle autorità marocchine, della creazione di una base militare al confine orientale con l’Algeria. Il primo giugno, alcuni media hanno rivelato che Rabat intende stabilire una nuova base militare alla periferia della città di Jerada, a 38 km dal confine orientale marocchino-algerino, da utilizzare per missioni sul campo. Tuttavia, l’esercito ha reagito rilasciando una dichiarazione nella quale chiarisce che le caserme saranno destinate a servire come alloggi per i membri delle Forze Armate Reali che operano nella regione. A tal proposito, una fonte militare marocchina ha aggiunto che le caserme non hanno le caratteristiche di una base militare e che stabilirle a Jerada rientra in una nuova strategia dell’esercito di Rabat di spostare gli alloggi delle truppe fuori dalle aree urbane.

Ciò nonostante, secondo le agenzie stampa Echorouk e TSA, le autorità algerine considerano la decisione di Rabat una forma di ostilità verso l’Algeria. In aggiunta, stando a quanto affermato dalle fonti private, la risposta di Algeri si basa sul “principio di reciprocità”, e la costruzione della base militare avrebbe lo scopo di proteggere la sicurezza nazionale. 

Il clima di tensione tra Marocco e Algeria risale all’indipendenza dei due Paesi dai poteri coloniali. Nello specifico, sebbene durante la guerra di indipendenza dalla Francia, nel 1962, il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) algerino abbia ricevuto assistenza finanziaria, volontari e alcune forniture militari dal Marocco, e il governo di Rabat abbia offerto altresì rifugio e sostegno diplomatico ai leader rivoluzionari di Algeri, in seguito al conflitto, le relazioni tra i due Paesi sono deteriorate rapidamente. Nell’ottobre 1963, hanno combattuto la guerra delle sabbie, scaturita da un contenzioso territoriale per le zone di frontiera di Bechar e Tindouf, che ha peggiorato ulteriormente i rapporti. Il conflitto si è concluso nel febbraio 1964, grazie alla mediazione di terze parti quali Stati Uniti, Lega Araba e Unione dell’Unità Africana, che sono riuscite a far concordare un cessate il fuoco tra i due Paesi. Successivamente, nel 1972, Marocco e Algeria hanno delineato i confini per cercare di sedare le tensioni che, tuttavia, sono continuate nel corso degli anni, fino alla chiusura ufficiale delle frontiere, avvenuta nel 1994.

Un altro motivo di contrasto tra Rabat e Algeri è costituito dalla questione del Sahara Occidentale, risalente al 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annettè una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Ancora oggi, il governo di Rabat sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del regno. Dal canto suo, il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di persone. La situazione si è aggravata nell’agosto 2016, quando il Marocco ha invaso la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente il Sahara Occidentale è diviso in zone autonome e zone occupate dalle truppe marocchine.

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Mariela Langone

di Redazione

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