Bielorussia: arrestato principale avversario di Lukashenko

Pubblicato il 25 giugno 2020 alle 6:28 in Bielorussia Europa

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Il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha esortato gli elettori a non lasciarsi ingannare “dai brutti scherzi di alcuni ciarlatani” e ha affermato che negli anni di indipendenza della Bielprussia le autorità sono riuscite a “tagliare le ali ai ladri”, altrimenti il paese sarebbe stato in ginocchio. Lukashenko ha rilasciato una dichiarazione tra l’arresto di uno dei suoi principali rivali alle elezioni presidenziali previste per il prossimo 9 agosto: il banchiere Viktor Babarika.

Il presidente della Bielorussia parlando a Brest il 22 giugno in occasione del 75esimo anniversario della difesa della fortezza contro l’invasore tedesco, ha annunciato che non consentirà di risolvere i problemi politici nel paese con la forza, secondo quanto comunica il sito ufficiale delle Presidenza della Repubblica.

“Vi ho sempre detto: non permetterò a nessuno di risolvere con forza problemi che devono essere risolti pacificamente, politicamente, in base alle nostre leggi. Sarà sempre così” – ha dichiarato Lukashenko.

“Secondo la stampa estera stiamo facendo qualcosa di sbagliato… E se ha rubato, va bene, pazienza. Ebbene vi dico che se non avessimo tagliato le ali ai ladri durante gli anni di indipendenza, oggi avremmo costruito uno stato oligarchico e saremmo stati in ginocchio. Pertanto, guardate alla situazione con calma e non pensiate che qualcuno sta usando la magistratura per scopi politici. Non esiste una necessità in Bielorussia per usarla per scopi politici” – ha detto Lukashenko, riferendosi alle critiche della stampa straniera per l’arresto di Babarika.

Il leader bielorusso, al potere dal 1994, ha invitato gli elettori “a non soccombere ai trucchi da quattro soldi di tre o quattro ciarlatani”.

La dichiarazione presidenziale segue di pochi giorni l’arresto di uno dei principali rivali di Lukashenko alle elezioni presidenziali, il banchiere Viktor Babarika.

Per 20 anni, Babarika ha guidato Belgazprombank, i cui azionisti sono le imprese russe Gazprombank e Gazprom. Si è dimesso da questo incarico nel maggio 2020, quando ha deciso di candidarsi alla presidenza della Bielorussia. Il 18 giugno Babarika e suo figlio sono stati arrestati.

Secondo le indagini, Babarika, colpevole di reati quali malversazione e frode bancaria, era l’organizzatore di movimenti finanziari illegali, ha cercato di influenzare i testimoni delle sue operazioni e di nascondere le tracce dei crimini commessi. La Procura generale ha aperto un procedimento penale ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 285 del codice penale della Bielorussia, che penalizza la Creazione di un’organizzazione criminale o partecipazione ad essa. L’intelligence del Paese, che mantiene il nome di KGB, afferma che i “burattinai” erano i “grandi capi di Gazprom”, coinvolti nelle attività di Babariks e che le detenzioni non sono legate alla campagna elettorale in Bielorussia. Il ministero degli Esteri bielorusso ha affermato che l’ ex banchiere potrebbe essere coinvolto nel riciclaggio di denaro e nell’evasione dal pagamento delle tasse. 

Mosca non ha commentato il coinvolgimento della sua principale impresa. 

Il 19 giugno è scaduto il termine per la raccolta delle firme dei candidati alla Presidenza. Il 22 giugno, la Commissione elettorale centrale della Bielorussia, ha riferito che il numero di iniziativa di sette candidati presidenziali aveva superato il numero richiesto di firme (oltre 100 mila). °La Commissione non ha nominato i candidati, ma, secondo la stampa locale, tra questi ci sono Lukashenko e Babarika. L’ente di controllo elettorale ha promesso di rilasciare informazioni ufficiali sui candidati dopo il 30 giugno, quando il controllo delle firme sarà ultimato.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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