USA: un disegno di legge dei repubblicani tenta di calmare le piazze

Pubblicato il 24 giugno 2020 alle 14:19 in USA e Canada

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Il 24 giugno, il Senato degli Stati Uniti voterà un disegno di legge proposto dai repubblicani per riformare la polizia. Intanto, le proteste contro le violenze degli agenti contro gli afroamericani continuano in tutto il Paese. 

Il disegno di legge, elaborato dall’unico repubblicano afroamericano del Senato, il senatore Tim Scott, deve ottenere 60 voti su 100 per avanzare alla Camera. Tuttavia, i repubblicani controllano solo 53 voti e i democratici hanno promesso di opporsi alla misura, poichè la ritengono “troppo limitata” e chiedono nuovi colloqui per proporre una norma bipartisan. “Non otterranno mai 60 voti”, ha dichiarato il leader democratico del Senato, Chuck Schumer, il 23 giugno. “Abbiamo bisogno di un disegno di legge bipartisan e di un processo per arrivarci”, ha aggiunto. Il voto della proposta è previsto per poco prima di mezzogiorno, ora locale a Washington DC. 

Mentre le piazze continuano a protestare contro le violenze degli agenti ai danni della popolazione afroamericana, i democratici accusano i repubblicani di tentare di ingannare i cittadini. “Si tratta solo di retorica da campagna elettorale e da elezioni presidenziali”, ha affermato Scott. Intanto, il presidente degli Stati Uniti, il 16 giugno, ha firmato un ordine esecutivo volto a incoraggiare le riforme nel sistema della polizia, dopo settimane di disordini a livello nazionale. La norma presidenziale incentiva la creazione di un registro federale delle forze di sicurezza statunitensi, per tracciare a livello nazionale i casi di violenza ed evitare che gli agenti licenziati per tali ragioni possano essere assunti in altri Stati. Inoltre, l’ordine del presidente chiede un maggiore addestramento in tecniche non violente e di aumentare gli standard di sicurezza. Questi includerebbero il divieto dell’uso di tecniche che bloccano il respiro, “tranne se la vita di un ufficiale è a rischio”.

Le proteste e i disordini negli USA sono iniziati a partire dal 25 maggio a seguito della morte di un afroamericano che si trovava in custodia delle forze di sicurezza. George Floyd era stato fermato dalla polizia locale proprio quel giorno, perché sospettato di aver utilizzato una banconota falsa in un minimarket. Un filmato registrato da alcuni passanti ha immortalato uno dei 4 agenti presenti sul posto, Derek Chauvin, mentre immobilizzava a terra Floyd, comprimendo con il proprio ginocchio il collo del sospettato. Nel video, è possibile sentire l’uomo pronunciare la frase: “Non riesco a respirare”, per poi perdere conoscenza poco dopo. Nonostante ciò, Chauvin ha continuato ad esercitare pressione sul collo dell’uomo per oltre 8 minuti, senza essere fermato dai colleghi. Successivamente, Floyd è stato dichiarato morto all’Hennepin County Medical Center. Numerosi altri casi simili sono stati condivisi, sottolineando un problema sistemico di eccesso di violenza nel trattamento degli afroamericani. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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