Siria: raid di Israele uccidono almeno 2 soldati siriani

Pubblicato il 24 giugno 2020 alle 8:42 in Israele Siria

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Almeno 2 soldati siriani e altri 5 membri delle milizie filo-iraniane sono morti a seguito di una serie di missili lanciati contro le aree meridionali ed orientali della Siria, nella sera del 23 giugno.

In un primo momento, fonti militari dell’esercito siriano hanno riferito che 2 soldati sono stati uccisi ed almeno altri 4 sono rimasti feriti a seguito degli attacchi israeliani, condotti contro la regione di Sweida, sebbene le forze di difesa siriane siano riuscite a contrastarli. Secondo un corrispondente di al-Arabiya, sono stati 4 gli aerei israeliani a colpire l’area. Stando alle medesime fonti, i missili hanno preso di mira un carico di armi proveniente dall’Iran, giunto nella zona bersagliata nella mattina del 23 giugno, oltre ad alcuni siti missilistici.

Successivamente, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ha riferito di un secondo attacco diretto contro la strada che collega Al-Sukhna e Deir ez-Zour, nell’Est della Siria, che ha causato la distruzione di un centro militare appartenente e milizie filo-iraniane, oltre alla morte di 5 membri di tali gruppi e diversi feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. Infine, sia al-jazeera sia il SOHR hanno riferito di ulteriori attacchi perpetrati contro l’area di Salamiyya, ad Est di Hama, nell’Ovest della Siria, nella sera del 23 giugno. Anche in questo caso, l’obiettivo è stato costituito da una fabbrica impiegata da gruppi filo-Teheran come deposito di armi e munizioni, dall’aeroporto militare di Hama e da altre postazioni militari occupate da combattenti iraniani. Secondo quanto riferito da fonti dell’opposizione, il bilancio delle vittime include circa 15 soldati siriani, tra morti e feriti.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Le forze e i gruppi iraniani e iracheni fedeli a Damasco sono dispiegati in un’ampia area nella periferia orientale di Deir Ezzor, in particolare tra le città al confine di al- Bukamal e al-Mayadeen. Stando a quanto riferito dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), il 3 giugno scorso erano stati visti arrivare 30 veicoli con equipaggiamento militare e combattenti presso una base controllata da gruppi filoiraniani, nominata Fatimiyoun, e situata nella città di al-Mayadeen, nella periferia Est di Deir Ezzor. Negli ultimi mesi vi sono state speculazioni sulla ridistribuzione delle forze iraniane in Siria, ma al momento non è ancora chiaro quali siano stati i movimenti delle truppe. Secondo alcuni esperti, è probabile che Teheran stia occupando le caserme siriane, mentre gli Hezbollah libanesi stiano prendendo il controllo dei siti iraniani lasciati liberi, lasciando pensare ad uno stretto coordinamento militare tra l’Iran ed il suo alleato libanese.

Israele, dal canto suo, si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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