Libia: Di Maio a Tripoli per parlare di pace e immigrazione

Pubblicato il 24 giugno 2020 alle 19:13 in Immigrazione Italia Libia

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Il ministro degli Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, si è recato a Tripoli, dove ha incontrato il presidente del Consiglio presidenziale del Governo di Accordo Nazionale (GNA), Fayez Al-Sarraj, il ministro dell’Interno, Fathi Bashaga, e il suo omologo, Mohamed Siala. Al centro della visita, ha rivelato mercoledì 24 giugno Di Maio su Twitter, la crisi in Libia e il dossier immigrazione. 

Al termine degli incontri con i vertici di Tripoli, Di Maio ha tenuto una conferenza stampa, in cui ha riepilogato i principali punti emersi durante i colloqui. Sul suo viaggio in Libia, il capo della Farnesina ha dichiarato che questo rientra in un quadro di condivisione europea, essendo giunto a seguito degli incontri avuti a Roma con il suo omologo tedesco, Heiko Maas, e francese, Jean-Yves Le Drian. 

Per quanto riguarda il conflitto libico, il ministro italiano ha sottolineato il continuo impegno del proprio Paese, che anche in piena emergenza da coronavirus ha guardato con attenzione gli sviluppi in Libia, essendo il dossier di massima rilevanza per la sicurezza nazionale ed europea. L’Italia, ha dichiarato Di Maio, è più che determinata a difendere i propri interessi geo-strategici, i quali coincidono con quelli del popolo libico. Tale questione, ha rivelato il capo della Farnesina, è stata fatta presente ad al-Sarraj, a cui Di Maio ha espresso la preoccupazione del proprio Paese sul rischio che la liberazione di Sirte possa causare nuovi combattimenti e vittime civili. In aggiunta, il ministro di Roma ha rivelato di aver discusso della necessità di evitare un congelamento del conflitto libico, il quale porterebbe a una spartizione del Paese nordafricano, inaccettabile per l’Italia in quanto causerebbe nuovi conflitti armati. In tale contesto, Di Maio ha dichiarato di ritenere importante che il confronto sulla nuova linea del fronte a Sirte non diventi un fattore in grado di causare l’intensificazione delle ostilità o la spartizione del Paese, ma un’occasione per raggiungere un cessate il fuoco sostenibile, negoziato tra tutti gli attori coinvolti. Da parte sua, l’Italia ha ribadito di non essere a favore di una soluzione militare al conflitto libico, ma di sostenere una soluzione politica, sotto l’egida delle Nazioni Unite e in linea con le conclusioni della Conferenza di Berlino. In linea con ciò, Di Maio ha dichiarato di aver accolto con favore la ripresa del negoziato tra le parti nel formato del Comitato militare congiunto 5+5. In aggiunta, il capo della Farnesina ha ribadito il sostegno del proprio Paese alle autorità internazionalmente riconosciute della Libia e ha nuovamente criticato il continuo afflusso di armi provenienti da Paesi terzi e dirette ad ambo gli schieramenti del conflitto, oltre alla presenza di mercenari sul campo. In linea con ciò, Di Maio ha sottolineato il ruolo della missione dell’UE volta a far rispettare l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite, l’Operazione Irini, di cui l’Italia è al comando e intende assicurare che la missione sia geograficamente bilanciata e imparziale.  

In materia di immigrazione, il ministro italiano ha annunciato di aver ricevuto dal capo del governo di Tripoli la proposta libica di modifica del Memorandum d’intesa bilaterale siglato il 2 febbraio del 2017 e rinnovato il 3 febbraio 2020. A tale riguardo, il capo della Farnesina ha riconosciuto di dover ancora esaminare a fondo la revisione della controparte, ma di ritenere che vi sia continuità con la proposta avanzata dall’Italia lo scorso 9 febbraio, la quale prevedeva maggiori tutele per i diritti umani. Avendo ricevuto il documento da al-Sarraj, Di Maio ha annunciato che a breve, probabilmente già il prossimo 2 luglio, potranno essere avviati i lavori del comitato bilaterale di esame per negoziare concretamente il testo in ambito tecnico. 

In aggiunta, il ministro di Roma ha informato la delegazione libica del colloquio avuto lo scorso venerdì 19 giugno con il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu. A tale riguardo, Di Maio ha rivelato di aver avuto conferma da parte dei vertici libici del fatto che, seppur consapevoli dell’impegno della Turchia nel Paese, l’Italia rimanga un partner fondamentale e irrinunciabile del governo di Tripoli. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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