La Corea del Nord sospende i piani di attacco contro la Corea del Sud

Pubblicato il 24 giugno 2020 alle 11:39 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Nord ha annunciato che sospenderà i piani di attacco contro la Corea del Sud, dopo una riunione della Commissione Militare Centrale presieduta dal leader supremo, Kim Jong Un. 

La riunione si è tenuta il 22 giugno, in videoconferenza, e la stampa nordcoreana ha reso note le conclusioni dei rappresentanti militari, il 23 giugno. Durante l’incontro il Comitato ha deciso di non proseguire con i “piani di azione militare” contro Seul. Inoltre, sono state discusse una serie di misure per “rafforzare ulteriormente il potenziale di deterrenza bellico del Paese”. I membri del Comitato “hanno fatto il punto della situazione” prima di decidere di sospendere i piani, secondo quanto afferma la stampa nordcoreana, senza fornire ulteriori informazioni. 

Tale svolta arriva in un momento di alta tensione tra i due vicini. La Corea del Nord aveva dichiarato che avrebbe schierato nuovamente l’esercito nelle zone di confine smilitarizzate, respingendo la proposta della Corea del Sud di inviare delegati per tentare di allentare le tensioni. La decisione, riferita dall’agenzia di stampa statale KCNA, era arrivata il 17 giugno, il giorno dopo che Pyongyang aveva fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento congiunto che era stato istituito nella città di confine di Kaesong come parte degli sforzi diplomatici per una riconciliazione inter-coreana. 

Inoltre, il 22 giugno, Pyongyang aveva reso noto di aver preparato una “punizione” contro la Corea del Sud, che continuava a permettere una campagna di volantinaggio contro la Corea del Nord lungo il confine. Secondo quanto riferito dalla stampa locale, i “disertori” che vivono in  Corea del Sud inviano materiale che critica il leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong Un. I  messaggi sono generalmente attaccati a palloncini o nascosti in bottiglie che vengono abbandonate in mare. Di conseguenza, Pyongyang ha deciso di avviare una simile iniziativa per “punire” Seul. 

Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine alla guerra. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato trattato di pace. In tale contesto, gli Stati Uniti sono intervenuti per cercare di trovare una soluzione alla tensione tra i due Paesi, alla luce dei minacciosi programmi nucleari avviati dalla Corea del Nord. 

Il 12 giugno 2018, in uno storico colloquio, Kim Jong-un aveva incontrato il presidente degli USA, Donald Trump, a Singapore per la prima volta. Durante tale incontro, i leader hanno concordato una reciproca collaborazione per smantellare il programma nucleare del Paese asiatico in cambio della rimozione delle sanzioni internazionali. Tuttavia, durante il secondo incontro tra i leader, avvenuto il 28 febbraio 2019 a Hanoi, in Vietnam, i colloqui tra le due parti si sono interrotti inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni che ha portato alla brusca conclusione delle iniziative diplomatiche. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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