Kuwait: ancora contagi da coronavirus, in 105.000 lasciano il Paese

Pubblicato il 24 giugno 2020 alle 16:09 in Kuwait Medio Oriente

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Il Kuwait è tra i Paesi del Golfo che continua a registrare contagi da Covid-19. Parallelamente, sono numerosi gli espatriati che continuano a lasciare il Paese, anche in vista delle politiche adottate nell’intera regione.

In particolare, secondo i dati forniti mercoledì 24 giugno dal Ministero della Salute, il numero dei nuovi casi positivi al coronavirus ammonta a 846, portando la cifra complessiva a quota 41.879. Parallelamente, nella medesima giornata, sono stati registrati 3 nuovi decessi da Covid-19, i quali, in totale, dallo scoppio della pandemia, sono stati 337. Attualmente, sono 505 i pazienti posti ancora in terapia intensiva, mentre, nelle ultime 24 ore, sono state riportate 505 nuove guarigioni, per un totale di 32.809. La regione più colpita risulta essere Jahra, nell’Est del Kuwait.

Anche in Kuwait non mancano le problematiche a livello economico, provocate soprattutto dal calo dei prezzi del petrolio e del valore delle attività di investimento. A tal proposito, il Paese sta mettendo in atto misure volte a favorire migliori e maggiori opportunità di lavoro per la popolazione locale, a discapito della manodopera straniera. Si tratta di una politica adottata anche da altri Paesi del Golfo. In Kuwait, circa 135 espatriati impiegati nel settore degli alloggi statali e del welfare vedranno i propri contratti terminare il prossimo settembre, nel quadro di un piano composto da tre fasi e che vedrà una riduzione del 33% dei dipendenti stranieri, i quali verranno sostituiti con cittadini kuwaitiani.

Ciò sta portando numerosi cittadini stranieri a lasciare il Paese. A tal proposito, solo il 24 giugno, sono 4.265 i passeggeri che hanno prenotato uno dei 23 voli disponibili, diretti verso Iran, India, Pakistan, Egitto, Regno Unito, Nepal e Qatar. In totale, dal mese di marzo, il numero di espatriati cha ha lasciato il Kuwait ammonta a circa 105.000, secondo i dati forniti dall’amministrazione generale dell’aviazione civile. Secondo le statistiche presentate dalle Nazioni Unite, nei sei Paesi del Golfo, ovvero Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, circa l’80% della popolazione è costituita da stranieri. Anche il Kuwait fa affidamento su un’ingente manodopera straniera, proveniente perlopiù da Paesi asiatici, impiegata soprattutto nell’assistenza domestica, nei lavori edilizi e tra i cosiddetti “colletti bianchi”.

Nello specifico, su 4.8 milioni di persone, per 3.4 milioni si tratta di stranieri. Secondo il premier Sheikh Sabah Al Khalid Al Sabah tali cifre rappresentano un enorme squilibrio che, soprattutto a seguito della pandemia, dovrà essere riequilibrato. In particolare, per il primo ministro, dal 70% della popolazione straniera bisognerà giungere al 30%. Anche a livello parlamentare è stata proposta una riduzione della manodopera d’oltremare, un sistema di quote e una sostituzione di 100.000 dipendenti stranieri pubblici con impiegati locali, e solo chi investirà nel Paese sarà il benvenuto.

Tuttavia, in Kuwait, così come nel resto del Golfo, il rischio è che ad andar via sia altresì la manodopera qualificata, essenziale per portare a termine i piani a lungo termine, denominati “vision”, che ciascun Paese della regione ha delineato. Pertanto, considerando che la formazione di nuovi professionisti locali richiede tempo, è probabile che gli espatriati altamente qualificati continuino ad essere ben accolti, mentre saranno i non specializzati a dover lasciare la regione.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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