Il Bahrein ribadisce il proprio sostegno all’Egitto

Pubblicato il 24 giugno 2020 alle 17:00 in Bahrein Egitto

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Il Regno del Bahrein ha espresso solidarietà e pieno sostegno a tutte le misure legittime che l’Egitto intende adottare per preservare la sicurezza e la stabilità dei propri territori e confini.

La notizia è stata diffusa nella giornata del 23 giugno, in un clima di crescente instabilità nei territori libici che, il 20 giugno, ha spinto il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, a riferire al proprio esercito e alle proprie forze aeree di prepararsi ad una eventuale operazione dentro o fuori i confini egiziani. Dal canto suo, Manama si è nuovamente detta favorevole a qualsiasi iniziativa legittima che miri a salvaguardare la sicurezza del popolo e delle terre dell’Egitto, incluse eventuali misure volte alla stabilità e alla prosperità della vicina Libia. Parallelamente, il Bahrein ha messo in luce l’impegno dei Paesi arabi nella lotta al terrorismo e alle organizzazioni terroristiche così come il loro rifiuto verso forme di ingerenza esterna negli affari sia libici sia arabi.

Per il Bahrein, l’Egitto riveste un ruolo rilevante, in quanto baluardo della sicurezza e della stabilità del mondo arabo, difensore dei diritti e delle giuste cause e promotore della rinascita anche culturale della regione. Pertanto, Manama crede che la sicurezza e la stabilità del Cairo siano necessarie per l’intera area araba, così come affermato anche nel corso della riunione dei ministri degli Esteri della Lega araba del 23 giugno.    

Anche il 16 giugno scorso, il sovrano del Bahrein, il re Hamad bin Isa al-Khalifa, si era detto a favore dell’iniziativa proposta dall’Egitto circa un cessate il fuoco in Libia. In particolare, il riferimento va alla cosiddetta Dichiarazione del Cairo, con la quale il Paese Nordafricano aveva proposto una tregua al conflitto libico a partire dall’8 giugno, oltre al ritiro di tutti i mercenari stranieri dal territorio libico, lo smantellamento delle milizie e la consegna delle armi. A tal proposito, il Ministero degli Esteri del Bahrein aveva accolto con favore la Dichiarazione del Cairo e aveva espresso il proprio sostegno agli sforzi profusi dall’Egitto per preservare la sicurezza del mondo arabo e i suoi interessi e, pertanto, le parti coinvolte nel conflitto libico erano state esortate a rispondere velocemente alla proposta egiziana, nell’interesse dell’intera nazione.

Non è la prima volta che il Bahrein si esprime sulle iniziative e sulle mosse riguardanti la Libia. Già il 3 gennaio 2020, il Parlamento di Manama si era unito a Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti nel condannare la decisione del Parlamento di Ankara circa l’autorizzazione ad inviare truppe in Libia, a sostegno del Governo di Accordo Nazionale (GNA) e del suo premier, Fayez al-Sarraj. L’invio delle truppe turche a fianco del GNA, secondo i suddetti Paesi, avrebbe rappresentato una violazione delle norme del Diritto internazionale e un attacco alla sovranità e all’integrità territoriale della Libia.

La posizione del Bahrein sembra essere coerente con le alleanze strette anche all’interno della regione mediorientale. A tal proposito, proprio Manama, Riad, Abu Dhabi ed Il Cairo sono i promotori dell’embargo economico e diplomatico imposto, il 5 giugno 2017, su Doha. Quest’ultima, a sua volta, intrattiene buoni rapporti con la Turchia, a tal punto da essere definita uno “Stato di Ankara”, ed ha più volte espresso il proprio sostegno al governo di Tripoli.

Gli schieramenti principali che si affrontano sul palcoscenico libico sono il governo di Tripoli e quello di Tobruk. Il primo è nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015 ed è guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj. Si tratta dell’unico esecutivo legittimo riconosciuto dalle Nazioni Unite e riceve il sostegno di Italia, Qatar e Turchia. Il secondo è legato all’Esercito Nazionale Libico (LNA), posto sotto la guida del generale Khalifa Haftar, e tra i suoi principali sostenitori vi sono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è inclusa tra i principali esportatori di armi per l’LNA.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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